notturno
4 Aprile 2008uscito dal locale, l’aria fresca gli fece lacrimare gli occhi. la maglietta puzzava di fumo ed in bocca aveva il sapore di un cocktail troppo dolce. le 2 di notte, il suo amico l’aveva lasciato da solo perché “mi spiace, ho trovato un passaggio”.
la stazione era vuota di gente e piena di occhi, un treno troppo dopo, troppo dopo. sapeva che qualcuno sarebbe venuto da lui, ma non sapeva chi e per cosa. l’aria fresca gli fece venire i brividi, pelle d’oca sulle braccia.
vennero in due.
nel treno, lasciò che le luci della notte entrassero dai finestrini, mentre gli occhi percorrevano i binari in corsa in un malinconico nistagmo. col telefono, gli avevano rubato il numero di un possibile nuovo amore, che mai più avrebbe visto.
chiuse gli occhi e pregò che il treno non giungesse mai a destinazione. voleva solo guardare i binari scorrere, e scorrere…
