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Dove volete andare?

13 aprile 2019

Mirko aveva scritto che stava arrivando, per cui alcuni erano già in macchina. Roberto fumava una sigaretta seduto al volante, con la portiera aperta e un piede a terra. Samuel era in piedi accanto a lui, la mano appoggiata al finestrino e gli occhi rivolti verso la fila delle macchine al casello. “Gli ho detto che siamo due macchine, dice che arriva”. Roberto fece un cenno di assenso. “Hai visto Raffaele chi ha portato? Stavolta ne ha trovato uno che non è un cesso”. Samuel si voltò meccanicamente verso la macchina di Raffaele ma cambiò discorso. “Secondo me Mirko è tornato con Fabio. Vedrai che arrivano insieme”.

Raffaele li teneva d’occhio dallo specchietto retrovisore dell’altra macchina. “Mirko fa sempre tardi” diceva ai suoi ospiti, “sabato scorso abbiamo aspettato tipo venti minuti”. Alberto distolse gli occhi dal telefono per mostrare interesse. “Non fa niente, non è tardissimo”. Gianluca si appoggiò al ginocchio e fece una torsione per voltarsi indietro verso l’altra macchina, e vide Roberto che fumava e parlava con Samuel. “Samuel e Roberto stanno ancora insieme? Saranno tre mesi che fanno tira e molla”.  Alberto li aveva conosciuti cinque minuti prima, e non gli interessavano, e Raffaele non battè ciglio. “Saranno tre mesi, se non quattro”, Gianluca insisteva, “ce l’ho sull’app tutti e due, e c’è scritto relazione aperta”. Raffaele dovette rispondere qualcosa, tentò con “se a loro sta bene…”

Roberto aveva buttato il mozzicone. “Sali, ci spostiamo”. Samuel fece il giro da dietro, poi tornò al suo posto in auto. “Dice che arriva, boh.” Roberto mise in moto per affiancarsi a Raffaele. Samuel abbassò il finestrino per poter parlare: “sta arrivando, dice che è già in coda al casello”. Raffaele non ne poteva più e cercò di quagliare: “andiamo al Blitzy ol Q-Men, che avete deciso poi?”. Alberto non poteva sopportare il Q-Men, ma era la prima sera che usciva con loro, non se la sentiva di parlare. Se l’avesse detto, sarebbero forse andati tutti al Blitzy, ma di malavoglia, se non l’avesse detto avrebbe corso il rischio di essere l’unico ad andare al Q-Men, ma controvoglia, però si fece uscire lo stesso un “ah è carino il Q-Men, ci sono già stato sabato scorso”. Gianluca si voltò dalla sua parte con aria sorpresa. “Ma non mi avevi detto che non ti era piaciuto?”. Ecco, aveva abboccato. “Sì sì, non è un granché comunque non importa possiamo anche andarci per me”. Gianluca si sentì in dovere di prendere in mano la situazione e si sporse in avanti, in modo che anche Samuel dall’altra macchina lo potesse vedere facilmente. “Andiamo al Blitzy?”

Mirko era appena arrivato, e aveva portato due amici. Quello seduto avanti sembra avesse il doppio dei suoi anni, quello seduto dietro il doppio della sua taglia. Dovettero scendere dalle macchine per le presentazioni, ma in realtà Gianluca conosceva già quello grosso, e Roberto quello più vecchio. Samuel se ne accorse e squadrò il tizio con sdegno. Era vecchio, almeno 40 anni, forse 42!, e ancora andava a ballare. Decise che non gli piaceva.
A Raffaele invece piacevano quelli grossi, e aveva cominciato a sorridere al nuovo arrivato di cui si era però già scordato il nome.  Mirko si ritrovò a parlare con Alberto. Decise subito che gli piaceva. “Conosco un posto nuovo, si chiama Q-Men, è a 10 minuti da qui, che dite?” disse ad alta voce.

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