A casa di Adamo
14 Novembre 2007Leggiadre lettrici, possenti lettori: è con vivace letizia che vi introduco al quinto appuntamento con l’amata rubrica
A casa di Adamo (vedasi tag “casa” per le puntate precedenti)
Esploriamo insieme il nitido anfratto della toilette, un privato luogo di riservatezza ed intimo benessere, scavato nella nuda roccia da sapienti mani, che si narra fossero di nerboruti artigiani avvezzi a lavori di cesello.
Vetri che riflettono muscoli ed anima illuminano la stanza, spandendo fotoni di pura luce e di splendida armonia. Profumati legni circondano stille luminose come languide palpebre .
Adagiati blandamente a pratici ripiani, morbidi asciugamani accolgono il corpo ritemprato da getti di acqua purissima, toccato da raffinati saponi, sfiorato da maschi effluvi.
In puro e nobile tessuto di uno smagliante giallo, l’accappatoio è pronto ad avvolgere il corpo in una abbraccio senza fine, mentre marmi esotici tappezzano il vano doccia di sapiente praticità.
Ed infine l’azzurra tendina, dietro cui si nasconde il mistero e la sensualità, la potenza e la fragilità di un corpo che, nascondendosi alla Vostra vista sembra dire: “scopritemi”.
