a morte la scienza

30 ottobre 2007

A morte le scienze

La libreria in cui spesso vado a respirare ha un commesso stronzo e uno scaffale sfigato. Quello dei saggi scientifici. Praticamente, ogni volta che arrivano scatoloni di nuovo materiale, li ammassano tutti davanti allo scaffale della scienza. Si forma una specie di muraglia cinese e non intravedi più nè Odifreddi, nè Stephen Hawking, nè i soliti libri allarmistici sull’acqua che scarseggia, neppure la mappa del cielo.

Già il posto è sfigatissimo, in fondo a destra del lato a destra in fondo. Ora io non è che guardo solo quello scaffale, anzi faccio i miei giretti anche nel fantasy, nella letteratura italiana, negli instant book e nei libri d’arte, però vedere interi corridoi tappezzati di libri di Osho che medita, della AntonellaClerici che cucina, di KenFollett e di StephenKing, beh, dico: “ok, va bene così, ma perchè vi accaanite con quello scaffale?“. Aggiungo anche “cazzo“, di solito.

Comunque il commesso pensa che dal momento che lavora in libreria ne sa di più della Montalcini, e così quando gli ho chiesto come mai sacrificassero sempre quello scaffale mi ha risposto che “ah beh è quello vicino al deposito, l’abbiamo messo lì apposta, tanto sono i libri meno venduti“.
E grazie ci credo che sono meno venduti, visto che nessuno li vede, coglione. (questo non glielho detto)

Tant’è vero che io me li compro sempre in un’altra libreria, dove sono a portata di mano, si possono sfogliare e non sembra che stai a guardare lo scaffale dei pornazzi in un’edicola notturna. Tiè.

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