A righe
23 Luglio 2008Lui, lo vedi?, lui è lì, appeso ad una corda. Il sole e la strada, l’odore di asfalto dopo uno scroscio d’acqua. Ai margini spazzatura e sassi, un marciapiede in cattive condizioni. La via in cui si trova è familiare: l’ha percorsa centinaia di volte, con quelle case in rovina, vecchie e scrostate come macchie di trucco sulle guance.
Giunge ad un cantiere, con tanti imballaggi depositati accanto ad un portone e nessuno che sembra lavorare più lì da tanto, troppo tempo. Una nuvola oscura il cielo per cui lui si volta, rabbrividisce: c’è suo fratello, accanto, appeso ad una corda. Ad una corda.
Torna a casa, meccanicamente, stancamente. Le chiavi nella toppa, un suono, poi è muffa ed è pianto, è la casa in cui abitava da piccolo. C’è una nonna, una che non ha mai visto, gli sorride, gli tende una camicia, appena stirata, un buon odore. Una camicia a righe.
Nell’armadio senza fondo le ante si aprirono su un cortile, dove un cane dal pelo fulvo dorme nel sole.
Il cane abbaia, e le pareti si dipingono di verde, il pavimento splende di un bagliore che solo il sorriso di chi ami. La stanza non ha più porte e una donna osserva la scena, ridendo. Nelle lacrime, i sospiri.
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23 Luglio 2008 alle 10:04
Semplicemente meraviglioso!
Dovresti raccogliere i tuoi scritti in un bel libro, ne vale proprio la pena.
Rino, contento di leggerti.
23 Luglio 2008 alle 19:25
Ciao prof.,
è da un po’ di tempo che non commento; sono stato molto impegnato con gli studi…
Comunque, ha ragione Rino: dovresti davvero pubblicare qualcosa di tuo, te l’ho detto già più di una volta.:-)
A presto,
Vince
26 Luglio 2008 alle 08:02
grazie a tutti e due! spero di farcela veramente un giorno, anche se chissà se mai accadrà
28 Luglio 2008 alle 10:01
sei troppo bravo!