Apparentemente

4 ottobre 2007

Ci fu l’uovo nello stagno e la maniglia di ottone. Rondini sui libri di scuola e cani ammazzati da auto in retromarcia. E fu così e le nubi scaricarono pioggia. Scialle di lana ed inverno di candele. La paura nelle preghiere dei bambini, il freddo che saliva ai polpacci, il nome di Dio invocato nelle chiese.

Ci fu la maniglia di ottone ed un urlo nella notte. Il fumo delle ceneri e un pettirosso morto sull’asfalto. E le nubi scaricarono neve e fu così. Il freddo dietro il collo e il terrore di voltarsi. Qualcuno osserva da una porta socchiusa, il lamento di una vecchia sul letto di sudore, ed i suoi capelli sciolti. I suoi capelli, sciolti.

 

E furono coriandoli di feste già morte.

Ci fu il sangue sulle montagne, il mare buio rovesciò le barche. La luce nella casa debole e gialla, e il bimbo singhiozzava a bassa voce. E fu così che le nubi scaricarono grandine fuori dai vetri. Seduta, una donna guardava la porta. E la porta si aprì, e lei reclinò la testa.

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