Bianca e blu

22 novembre 2006

I muri dipinti di giallo e di marrone, l’intonaco staccato in più punti e l’edera che lotta per arrampicarsi. Fa freddo, l’aria si rapprende sull’asfalto. I gerani dondolano dalla ringhiera, da una cassetta delle lettere i volantini dell’Esselunga attendono flosci la mano che li butterà.

AlbaUna donna si affaccia al balcone, ha una vestaglia celeste che le arriva alle caviglie e le pantofole di panno ai piedi. I capelli sono raccolti in una cuffia, con quei bigodini e la sua aria stanca e sconfitta le do sui 50 anni, ma ne avrà 10 di meno. La donna stende il suo bucato: una salvietta a quadri, bianca e blu.

La immagino al tavolo, mentre mangia un piatto di pasta davanti alla tv, in compagnia di un vaso senza fiori ed un posacenere da svuotare; la immagino che si riempie il bicchiere, prende il telecomando e cambia canale, poi si alza e mette il piatto nel lavandino; nel voltarsi, nota una macchia sulla tovaglia, meccanicamente la ripone nel cestello della biancheria, poi va a spegnere la tv e si mette le scarpe, pronta per tornare al lavoro.

Pesca una molletta dal cestello ma le cade di mano, il freddo ed i movimenti bruschi dell’alba la rendono imprecisa. Ci riprova con una molletta di un altro colore e stende la salvietta, poi stacca una foglia di basilico dalla piantina e si ferma: si è accorta di me. Sorrido con gli zigomi e distolgo lo sguardo, per non darle fastidio, contemporaneamente lei si passa una mano sulla cuffia e si volta, poi rientra in casa. Chiude la portafinestra e sparisce sorridendo.

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