Capitolo 2

26 gennaio 2019

Quella sera Giorgio uscì più tardi del solito, perché non aveva voglia di uscire e aveva deciso di restare in albergo. In TV c’era una partita di calcio e l’aria era fresca. Si era messo a letto con la finestra aperta, e aveva spostato la tendina in modo da vedere la strada. Certo, la gente per strada avrebbe potuto vedere lui, ma avrebbe dovuto alzare gli occhi, e nessuno l’avrebbe fatto. Così la partita iniziò e lui si mise a osservare la gente che passava. All’inizio, solo famiglie, o anziani. Man mano che calava il sole i vecchi rientravano e i giovani uscivano. I primi, gli adolescenti. Li riconosceva dal fatto che ridevano per ogni stupidaggine. Le ragazzine camminavano col capo lievemente reclinato in modo da non rovinare l’acconciatura, i maschi avevano scarpe enormi e camicia bianca. A un certo punto qualcuno fece gol, e Giorgio si alzò dal letto e decise di uscire, quando ormai era tardi, più del solito.

L’aveva fatto già la seconda sera, e gli era piaciuto: lo rifece anche quella sera, decise cioé di andare a caso. Lì c’era un locale ovunque, e tutti andavano bene. “Facciamo destra, sinistra, sinistra, avanti all’incrocio e poi destra”, si disse, “e vediamo dove capito”.

A destra c’era il lungomare. L’afa era svanita e veniva una bella brezza che gli faceva sentire il movimento dei peli delle cosce. I lampioni accesi davano alle aiuole un colore indefinibile, e facevano risaltare le cacche dei cani. Sulle panchine c’erano coppie di anziani, le signore con un lento ventaglio, i mariti con i bermuda stirati sotto la camicia celeste.

Sinistra: significava attraversare la strada. Davanti a sé un lido con l’insegna gialla e la D che non lampeggiava bene. Sinistra: praticamente fare marcia indietro. Stavolta il mare era più vicino e poteva sentire più le onde che le macchine. Si voltò a guardare la spuma e inciampò su un bicchiere di plastica caduto dal raccoglitore di spazzatura. Il rumore del crac lo distolse. “destra, sinistra, sinistra… cos’ho detto? Avanti all’incrocio e poi destra? Andiamo avanti”.

Avanti voleva dire andare verso il tratto di lungomare meno frequentato perché costeggiato da abitazioni e non da locali e negozi. Lì la gente camminava più velocemente e poi c’erano meno panchine. Il problema era l’ultima scelta, cioé ancora destra, perché a destra c’era solo il mare. Ma siccome aveva scelto destra, prese le scale e scese nella spiaggia libera.

C’erano quelle due o tre barche capovolte e poggiate al muro, e sporcizia ai piedi delle scale. Più in basso però la sabbia era fresca e la spiaggia ancora piena di gente, per lo più coppie e ragazzi giovani. Non tantissimi da sentirsi fuori posto, non pochissimi da sentirsi fuori luogo. Nessuno badava a lui e comunque chiunque avrebbe pensato: “boh starà andando da quelli là”. Così si limitò a camminare un po’ e poi trovò il suo posto, per starsene a sentire il mare.

Il mare gli parlò volentieri. Onde timide che finivano per ritirarsi in fretta, onde più volenterose, con qualche spruzzo che bagnava un sasso isolato, onde silenziose e perfette, che volevano dire tutto, onde irregolari, con la spuma a riccioli e disegni.

Poco più in alto, sulla balaustra, qualcuno gettò un mozzicone di sigaretta che rimbalzò a pochi passi da lui. Giorgio rimase a guardare quel mozzicone sulla sabbia. Non voleva assolutamente voltarsi a vedere chi l’aveva buttato. Il filtro puntava in direzione delle scale, e così Giorgio gli diede retta: si alzò, salì, e tornò in strada. Quando si accorse che non c’era nessuno alla balaustra la sabbia alle caviglie gli diede troppo fastidio, così se ne tornò in albergo.

Gli erano rimasti dei biscotti, un quarto d’ora del secondo tempo e gli ultimi due giorni di vacanza.

2 Commenti a “Capitolo 2”

  1. Attanasio Grunto Scrive:

    Bello, davvero.

  2. adamo Scrive:

    Grazie mille!

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