Archivi per la categoria 'PerDivertimento'.

il post in cui vi insegno a procrastinare

2 febbraio 2009

Per prima cosa, tornate più tardi. Poi forse l’avrò scritto.

il post in cui anche io scrivo la mia su XFactor

20 gennaio 2009

Sì io guardo XFactor e non il GrandeFratello, lo confesso. Io godo quando i tre giudici litigano o fanno finta e anzi fosse per me ogni sera eliminerei i cantanti della Maionchi (tanto fanno schifo) solo per sentire come manda a quel paese Morgan e la Ventura.

Già, la Ventura. Ha rotto la minchia un’intera prima edizione col look e con la presenza e poi ha preso come cantante il ragazzino che sembra Doraemon, che tutti lo osannano perché ha una gran voce ma che ha ancora al polso il braccialetto della sala parto. Luca Tommasini si rasa i capelli per evitarsi di strapparseli. E poi quegli occhiali, Gesù, questo è uno di quelli che a scuola gli accendono le carte a culo, lo devo dire.

La rocker mi piace, questa secondo me si sa muovere anche se dovrebbero trovarle un paio di calze decenti, invece il ragazzino tanto carino mezzo Renga mezzo Cremonini non arriva a febbraio, canta peggio delle SOS ed è tutto dire. Già, le SOS, ahimé, in 3 fanno meno anni della Maionchi e che mi possano cadere le sopracciglia se venderanno mai 1000 cd in vita loro.  A meno che non siano assunte come commesse dalla Ricordi.

Il riccioluto Matteo per me è il più bravo, io magari non capisco niente di musica, ma dai, possono mai vincere gli argentini? La Ventura non so come mai li abbia lasciati ieri sera, i Neri per Caso sono andati fuori moda 10 anni fa e già il fatto che gli Aram, che erano 100 volte meglio, non abbiano venduto manco un cd pirata dovrebbe far capire che è il caso di mandarli via. Le parrucchiere secondo me sarebbero pure contente che passerebbero meno ore col phon in mano.

La mammina m’è dispiaciuto che sia stata sacrificata, certo Nikka Costa è la classica canzone che ti viene da appenderti al soffitto e scrivere “Adamo was here”, però lei era meno anonima di quell’altra che ha cantato Mina e meglio della mezza figlia dei fiori. Dimenticavo il Pinguino di Batman: stando a sentire i giudici siamo in presenza di un grande cantante, io ho visto invece un enorme pantalone.

Devo scrivere che Cesare Cremonini è il cantante italiano più sexy prima che mi scordi e che invece i tre coach vocali sono simpatici come l’estrazione di un molare durante una colonoscopia. Poi forse voi siete riusciti a vederlo, ma Morgan beveva la Red Bull?

il post in cui vi spiego la puntata del dottor house di ieri sera

12 gennaio 2009

Il Dottor House è un uomo capace di morire poi vivere poi morire poi vivere poi morire poi vivere. Quest’uomo è odioso dal vivo ma simpatico in televisione ed è in grado di capire se hai un gene mancante nel cromosoma 14 basandosi sul colore del tuo accappatoio. Il suo migliore amico, quello che un tempo diceva “capitàno mio capitàno”, è il più pappamolla della storia dei telefilm ed è l’amico che tutti noi non riusciremo mai ad avere.

Al lavoro, l’uomo che vive e poi muore ha 7 schiavetti, 4 maschi e tre femmine. Lo schiavetto pesante come il basalto e la schiavetta che gioca a fare il capo non sono consapevoli di essere alla mercè dell’uomo miracoloso, invece gli altri se ne sono fatti una ragione. C’è una sventola che a quanto pare non arriverà alla sesta serie, uno scarto di Scrubs, una Santa Maria Goretti e altri due amichetti che tralascio. Sono tutti simpatici e ovviamente grandissimi medici, peccato però che siano sì in grado di azzeccare esattamente le diagnosi del 99,9999% dei pazienti del mondo ma non dello 0,0001% che guarda caso sono proprio quelli che si trovano tra le mani.

L’unico personaggio veramente cazzuto in grado di tener testa al tenente Colombo del Policlinico era una specie di stronza impersonata da una attrice specializzata nei ruoli da zoccola col cuore d’oro (si veda la prima serie di Desperate Housewives). Le probabilità di morire nel modo in cui è morta Amber sono all’incirca le stesse di fare 6 al superenalotto giocando 5 numeri. Cosa volete farci, i telefilm sono telefilm, mica la vita reale. Perciò una fa uno starnuto e invece di bersi un tè caldo si imbottisce di pasticche e poi si va a sedere nel posto più sfigato nella storia dei servizi pubblici.

Dopo essere stata congelata come un merluzzo per una mezza giornata la supersfigata poveraccia viene scongelata e prima di passare l’eternità (truccata per benino e con la messinpiega) su un posto riservato agli invalidi e mutilati di guerra ha il tempo di svegliarsi e capire che non potrà mai sapere come va a finire Un Posto al Sole. Il suo amante la bacia (immagino che il di lei alito abbia il sapore di Tutankhamen) e poi si prepara a diventare acerrimo nemico del suo migliore amico, che nel frattempo risorge per la quinta volta. In ER un medico come si deve sarebbe morto.

*PS adoro il dottor House anche se sono incazzato perché hanno segato Amber.
**PPS già che ci siamo se volete vi spiego anche Lost, qui

il post del raffreddore (ma non è una cosa pallosa potete leggere)

19 dicembre 2008

Dovete sapere che ogni anno io ho il raffreddore. “Capirai che scoperta ce l’hanno tutti il raffreddore!” sì però il mio raffreddore si manifesta in strani modi che poi appunto se mi fate scrivere ora vi dico! che lettori impazienti è incredibile! non c’è più rispetto per gli anziani!

Dunque il primo giorno di raffreddore ho una fitta alla schiena e i brividini quelli ad esempio quando vai a fare pipì e dopo ti vengono i brividi e tu fai “brrr” e nel fare “brrr” perdi la mira e così..insomma quelli. Allora penso oh no mi sono raffreddato e così faccio uno di quegli starnuti che le tonsille si battono il 5 ed immediatamente dopo mi viene una fitta in mezzo alla fronte, così penso ci siamo e passa il primo giorno.

Il secondo giorno invece è quello in cui i ghiacci del polo si sciolgono esattamente nelle mie coane nasali e goccia dopo goccia un intero marocchino di fazzoletti tempo viene consumato da cotanto stillicidio*. Non sono tanto gli starnuti quanto proprio la mancata tenuta stagna e sembro uno di quegli amichetti obesi di Jeeg Robot col moccio al naso. Inutile poi mangiare qualcosa di interessante, tanto il sapore non lo sento, perciò vado di brodino e attendo paziente che arrivi

il terzo giorno. Questo è il giorno forse più sfigato, perché durante la notte il raffreddore si è piantato al centro esatto del cranio, scovando il baricentro, l’ortocentro, l’incentro e il centrotavola di sua sorella e per superare le 24h senza una laurea in Medicina ho bisogno di fare più suffumigi di una bibliografia new age. Persino le Halls Mentoliptus (oh no ora mi arriva lo spam che niubbo che sono) durano solo pochi secondi ma il guaio è che tutto ciò non finisce se non il

quarto giorno, nel quale il mio naso è un misto tra Mastro Ciliegia e Joker ed ora non ci sono più goccioline bensì un intasamento che la Johnson’s Wax ancora non l’ha inventato un prodotto apposito. Per respirare assumo la facies adenoidea e l’unico odore che sento è quello della zuppa di pesce di questi accanto, che tanto sconfigge ogni forma di anosmia. Giuro che il quarto giorno fatico a credere alla quantità di polisaccaridi che può contenere il mio naso.

Test: se sei arrivato fin qui rispondi alla domanda “quanto odi la Tatangelo?”

E poi il quinto giorno tutto finisce bene, posso riaprire le finestre di casa senza fare la fine di DiCaprio, posso gustarmi un tè che sappia di tè e non di AccaDueO bollente, posso portare a spasso il cane nel giardino (il cane non ce l’ho ma in tutte le pubblicità di medicinali quando uno guarisce porta a spasso il cane) e posso sperare di dispensare umidi baci senza bacilli.

*cioè ditemi voi quand’è che uno può usare la parola stillicidio sennò

Affogato in una pozza di muffin

11 novembre 2008

Dal momento che stamattina i miei capelli mi ricordavano Diana Est, ho deciso di uscire. Il nesso logico c’è, se ci pensate bene. Però se non ne trovate nessuno è un punto a vostro favore (adoro parlare come se avessi più lettori di Donna Moderna).

La nebbia qui stamattina mi faceva sentire come nell’apparecchio dell’aerosol, per cui mi sono infilato nel primo negozio alla mia destra (la farmacia non vale dunque il secondo negozio) che è una panetteria nella quale la commessa cambia ogni giorno per qualche strategia di marketing a me ignota. Ho scelto un muffin ed il pane alla segale. Ora se volete vi faccio una tesina sulle proprietà del pane alla segale, che sembra un saccottino del mulino bianco bruciato ma in realtà è il primo alimento che non distingui quando esce da quando entra.

E’ IL TERZO PARAGRAFO ED ANCORA QUESTO POST NON FA RIDERE! ALLARME!!!

Dunque, è il momento di giustificare il titolo del post. Sapete, io scrivo prima il titolo e poi penso a come riempire 20 righe. La mia mente è contorta tuttavia di questa cosa io mi compiaccio e perciò ho preso il mio gonfio muffin e ci ho affondato la testa. Poi ho mosso gli occhi a destra e a sinistra, ho visto che nessuno mi osservava e ho morso il momento più dolce della mia giornata, immergendomi ad occhi chiusi in un mare di saccarosio.

ADAMO PARLI SEMPRE DELLE STESSE COSE LA GENTE SI STUFA VUOLE POST PIU’ BELLI COME BLOGGER FAI PENA PUOI FARE MEGLIO E CHE DIAMINE

Quando ho riaperto gli occhi un bambino mi indicava col dito così come quelle degli annunci su Rai1 e la mamma mi ha guardato con una disapprovazione che si riserva solo ai gatti quando ti graffiano il divano. Ho notato che la mamma aveva i capelli più belli dei miei, perciò di certo aveva ragione lei.

FINISCE QUI?

Sì finisce qui. Sentite ci sono un sacco di post meravigliosissimi nell’archivio guardate che pure Steven Spielberg non azzecca tutti i film però almeno lui sullo scaffale c’ha gli Oscar mica le bollette del gas come me!

il post in cui una gelataia mi vuole adottare

5 settembre 2008

Quand’io ero un essere in giacca e cravatta vivevo a Milano sul tram 12 o 14. Devo dire che il mio cubicolo era bello perché era giusto al centro e così mi spiavano a turno ed io avevo sempre molto da fare, un po’ perché la fotocopiatrice si inceppava spesso, un po’ perché ero così bravo che tutti mi volevano con sè come schiavetto personale.

Allora la mia soddisfazione più enorme anzi direi “più enorme” era quando tornavo a casa e sotto casa c’era una gelateria. Ora io vi potrei anche dire dove stavo ad abitare ma tanto a voi non interessa e poi se ve lo dico è inutile perché ora non abito lì, per cui dicevo c’era una gelateria e dentro una gelataia coi capelli tipo Dado Knorr e le unghie smaltate come si usava ai tempi della guerra fredda. (o nei film porno, decidete voi dipende da se siete maschi o femmine)

Io mi ingozzavo di granite e gelati vaporosi e in quei 10 minuti chiacchieravo anche con la gelataia, un po’ perché tutto sommato era l’unica persona con cui non comunicavo in outlook express, un po’ perché a parlare del tempo e del traffico e degli affitti e del governo bisogna allenarsi, sennò da vecchio uno è tagliato fuori da tutte le comitive di tressette.

E insomma io dovevo cambiare casa ma non avevo mica tempo di cercare, così la gelataia una sera mi diede “nocciola e amaretto” (sceglieva lei perché mi dava quello più fresco, tanto per me tutti buoni erano) e disse che se volevo potevo andare a vivere da lei. Io ero superstupefatto e pure un po’ con la lacrimuccia degli attori di soap opera, ma la gelataia disse che il marito era morto 2 anni prima e il figlio si era sposato perciò ora era sola in casa. Mi avrebbe fatto da mangiare e m’avrebbe pure lavato i panni, bastava solo fare due chiacchiere la sera e poi avrei avuto il gelato gratis.

Io non pensai mai nemmeno per un secondo ad una proposta  con qualche secondo fine, per cui se ve lo dico vi potete fidare, però poi successe una cosa e poi un’altra e poi quella dopo e così non andai mai ad abitare dalla gelataia. Anzi, non andai mai più in quella gelateria, perché ora che sono a Parma mi è un po’ scomodina.

E così. Comunque, la storia finisce qui ma prima vi devo dire che il mio gusto preferito di gelato è ad amaretto. Buono.

il post in cui vi svelo un retroscena

30 agosto 2008

Essere un lupetto è terribile: dormi accanto a Mullichiell’, canti canzoni assurde vestito di celeste, cacci il pisello davanti a tutti quando è il tuo turno di essere docciato la domenica mattina, fai colazione con marmellata di amarena anche se sei allergico e dormi un secondo dopo che il tuo capo dal nome pittoresco lo ha dichiarato in codice Morse.

Essere un lupetto è sconvolgente perché devi fare i tuoi bisogni in una specie di letamaio occupato da miliardi di bambini per i quali essere un lupetto non è sconvolgente.

Un giorno poi, scopri che tutti ma proprio tutti stanno giocando nel giardino nell’ora di libertà e che forse, ma forse, puoi andare ai servizi sperando di poterti concentrare in santa pace e diventare un lupetto come tutti gli altri: leggero.

Così ti muovi con aria circospetta sperando che il capo dal nome pittoresco non ti spedisca a socializzare “per il tuo bene” e ti intrufoli dietro alle enormi lavagne piazzate a guardia dei gabinetti. Ti volti a destra, ti volti a sinistra, afferri la maniglia ed entri.

Essere un lupetto è pornografico: decine di ragazze vaporose e donne dai seni gonfi fanno la doccia, proprio allora, proprio lì. Urlano e si coprono, ti indicano, qualcuna ride, qualcuna ignora, qualcuna si volta: le vedi tutte, tiri la porta e scappi, per sempre. Essere un lupetto è faticoso.

Sei un essere abietto e spregevole

26 agosto 2008

Quando io ero piccolo ero molto piccolo, perciò i grandi erano grandi. E siccome ero piccolo un giorno stavo alla finestra intento a giocare con il pappagallino nella gabbia (perché ce l’avevamo, noi, ed era bello ma ora non c’entra perché dicevo che stavo alla finestra) e guardavo nel cortile, che una macchina parcheggiava.

Allora dalla macchina uscì una mamma (lo so che era mamma perché uscì anche una bambina che disse “mamma”) e poi uscì una bambina che disse “mamma”. E quando uscì dalla macchina la mamma disse: “sali da zia”. Allora la mamma poi guardò nella borsa e il papà fece una manovra a marcia indietro ed ecco che comincia la parte bella, perché il papà fece marcia indietro e - parapatabang (non mi ricordo il rumore come si scriveva esattamente) - mise sotto la bimba che non si era mossa da lì.

Così la bimba urlo “aaaaaaaaaaaaaaa“, mi pare, e il padre frenò e la mamma corse dalla bimba e la prese in braccio, e la bimba non si era fatta niente eccetto il fatto che diceva “aaaaaaaaaaaaaaaaa“, così il papà uscì dalla macchina tutto preoccupato e la mamma disse: “sei un essere abietto e spregevole!“. Infatti poi il papà si mise le mani sulla fronte come quando uno piange, poi scese uno a vedere che era successo e la mamma disse ancora, ma a alta voce: “sei un essere abietto e spregevole!“.

Allora poiché come vi ripeto ero piccolo io non sapevo cosa significassero le parole “abietto” e “spregevole”, perciò visto che lì vicino c’era la mia, di mamma, dissi: “mamma, ma perché quello è abietto e spregevole?“. E mamma rispose: “perché la moglie legge troppi libri Harmony“.

Così io capii che non era successo niente di male e andai di là nella mia cameretta (penso a giocare ma non mi ricordo a che gioco) e poi non feci niente per circa 30 anni e guarda caso ancora non ho letto un libro Harmony così forse non so che significano quelle parole là però penso che non le ho mai più sentite da nessuno così si vede che non sono tanto importanti.

Non sei andato in vacanza?

18 agosto 2008

Stamattina pensavo che ora comincia la solita trafila, quella tipica del rientro dalle vacanze: incontro gente abbronzatissima e più in forma di un cinese alle olimpiadi, mi vedono pallido come un dentifricio al fluoro e con il sogghigno malefico, la stellina perfida che si accende nella pupilla li sento chiedere la fatidica, innocentissima “non sei andato in vacanza?”.

Così mi sono sfogato in twitter, ed ecco che la solidarietà in friendfeed (ancora non vi siete iscritti? tsè!) è stata prontissima.

Vi potete difendere da siffatta domanda in uno di questi modi:

  • Niki dice:  e tu rispondi che il pallido fa figo quest’anno ;) Io dico sempre così…”
  • Hoshimem propone: “sono andato in vacanza in una grotta…”
  • Per Mike: ” Vacanza? Sei matto? Ho preferito slogarmi una caviglia per restare a casa due settimane su tre…. ovvio.”
  • Viola suggerisce: ” il bianco sta bene con tutto
  • Paolo dichiara: “io sono stato in crociera sullo Shuttle
  • infine Federico: “Io vado in vacanza e torno sempre pallido come un lenzuolo. Odio il sole e l’abbronzatura

Direi che c’è solo da scegliere no? Forza vacanzieri: fatevi sotto che vi sistemo io!

La Perfidia Parade

3 agosto 2008

Estate, tempo di repliche no?
Perciò, direttamente dal tubo catodico, riecco a voi la Perfidia Parade!

Io confesso che i personaggi femminili perfidi e malefici mi sono sempre piaciuti in modo inverosimile, secondo me c’è un gene-gay vicino al gene-perfidia, perché ho notato che è una cosa comune a tante tante persone che ho conosciuto.

irizaPer questa selezione di pura perfidia, voglio cominciare ovviamente dalla perfida e crudele Iriza Legan, la vera protagonista di Candy Candy, altro che quella pupattola moscia di Annie! Godevo soprattutto quando Iriza faceva qualche crudeltà e le lampeggiavano gli occhi! C’erano anche altre perfide nei cartoni animati, per esempio la Contessa Du Barry in Lady Oscar, o la signorina Rottenmeier di Heidi, due superstar della perfidia!

diana

 Poi ovviamente c’è l’implacabile Diana dei Visitors, che mangiava topi e insetti senza batter ciglio. Inarrivabili i suoi battibecchi con la più “sensibile” Lydia, molto molto meno perfida. Io facevo il tifo per Diana e speravo che i Visitors si mangiassero tutti gli umani, ma vabbè pazienza. Eravamo nel 1984-85 e quei lucertoloni segnarono un’epoca televisiva.

Qui poi c’è il capolavoro della crudeltà cinematografica, la spietata Marchesa di Glenn Close nelle Relazioni Pericolose. Quell’anno l’Oscar però lo vinse la sciapita Cher di Stregata dalla Luna, ma era anno di elezioni presidenziali e c’era la Dukakis nel suo film che doveva vincere, e si trascinò pure Cher. Comunque Glenn Close è l’idolo assoluto (assieme a Meryl Streep che ve lo dico a fare) e non ho messo Attrazione Fatale solo perchè sennò diventava un post a senso unico. Che film e quant’era brava… già 20 anni sono passati! A parte che Glenn Close va bene in qualsiasi classifica,  come Crudelia Demon, anni dopo, si sarà divertita un sacco e poi diciamolo, il film andava visto solo per lei, mica per altro…

Kimberlin_Brown

Con gli anni ‘90 la palma della più perfida va senz’altro a Sheila Carter, una maniaca che movimentò un po’ quel polpettone micidiale che è Beautiful. Senza Sheila o guardavi Beautiful o guardavi Elisir era la stessa cosa: uno fa venire la colite e l’altro ti dice perchè ce l’hai. Comunque le apparizioni di Sheila dietro alle porte a spiare sono degne del miglior Bob il Killer. La Carter è degna erede dell’incredibile crudeltà di Alexis in Dynasty, la supercattiva degli anni ‘80.

 

sherry

Con un bel balzo in avanti eccomi all’idolo di 24, altro che JackBauer, tsè, altro che il babbacione del presidente Palmer: triplo hurrah per Sherry, la first lady che fa sembrare Condoleeza Rice una smorfiosetta! Di 24 c’è ancora chi non ha visto le ultime torture, puntate, perciò non svelo niente di niente eccetto che senza Sherry Palmer è come guardare chessò, una puntata di Forum senza sentire il giudice Santi Licheri che si incazza, diciamo.

 

breeBree è la casalinga disperata così perfetta e così sempre in ordine da far impallidire la categoria degli ossessivi-compulsivi. Io veramente facevo il tifo per la più puttanella Longoria, ma effettivamente la velenosa Bree ha delle trovate da top ten della perfidia!

 

 

gwynactor

Ecco scovata qui l’irrinunciabile Gwyneth di Quando si Ama, la trash soapopera anni ‘80 che ha tanto insegnato a tutte le veline di questo mondo. Gwyneth aveva una doppiatrice ugualmente perfida, e leggendari furono i suoi battibecchi con la “Cara Ann”.

 

 

atiaInfine, la matrona di Roma, Atia, che è stata una vera superstar di quella splendida serie tv. Peccato che sia durata solo 20 episodi perchè meritava. Atia è una perfida al punto da vendere la figlia , ma il finale della seconda serie è tutto per lei, una scena capolavoro che guai a voi se ve la siete persa!

 

E poi citiamo almeno la classica cattiveria di Bette Davis, memorabile Baby Jane; la spietata Barbara Stanwyck di Uccelli di Rovo, la lugubre Morticia, Amanda di Melrose Place, la velenosa Karen di Will and Grace, la superwoman Anna Espinoza di Alias, la calcolatrice Greta Scacchi di PresuntoInnocente, l’algida Louise Fletcher del nido del cuculo, Kathy Bates in Misery e tante, tante altre ancora: chi ricordate voi?

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