Pubblicato il 8 Marzo 2010 da adamo
In classe mia eravamo 3 maschi e mezzo. Devo spiegarvi il mezzo? No. E poi c’erano 25 femmine. I maschi se la facevano con le più puttanelle, io invece con le più cesse. In realtà essere cessa significava solo “non essere puttanella”, ma voi lo sapete che gli adolescenti hanno un cervello deforme e quindi […]
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Pubblicato il 7 Marzo 2010 da adamo
Questo qui aveva i capelli neri a forma di Jackson Five. Dice che faceva il giornalista e che era ancora vergine. Dice che aveva 30 anni e che era stato con 3 ragazze. Dice che guadagnava bene e che aveva una grande casa. Allora io entrai in macchina e nella macchina c’erano tutte le carte […]
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Pubblicato il 13 Febbraio 2010 da adamo
Un tempo io ero piccolo, ma avevo comunque gli occhiali. Così un giorno per radio c’era un concorso a premi destinato ai bambini e siccome ero bambino era destinato anche a me. Bisognava rispondere a una domanda del tipo “come si chiama la fidanzata di Braccio di Ferro?” oppure “come si chiama la Nonna di […]
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Pubblicato il 1 Dicembre 2009 da adamo
Così continuai a camminare fino a quando non vidi la merceria. Ogni tanto mamma mi ci mandava a comprare il cotone. La strada aveva una specie di dosso e io ero molto piccolo. Non sapevo bene se fosse la direzione giusta. Avevo la mia tuta nera con la riga bianca. Mi ero perso. Odiavo andare […]
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Pubblicato il 22 Novembre 2009 da adamo
Io avevo un amico una volta e quest’amico parlava con una voce strana, però non so perché. Comunque era alto. Quest’amico comprava la gazzetta dello sport per vedere i risultati delle partite così poi sapeva se aveva vinto al Fantacalcio, e lui aveva Pirlo in squadra, ma vi parlo di quando ancora era viva LadyD.
E […]
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Pubblicato il 19 Settembre 2009 da adamo
Avevano dato fuoco al formicaio un giorno prima.
Sulla vecchia panchina una foglia autunnale che stava per cadere a terra, c’era poco sole e c’erano pochi bimbi a giocare sul prato. L’addetto ripuliva il fondo della vasca e le pozzanghere scurivano le lastre di marmo. Un merlo tra i cespugli più bassi, la lezione di danza […]
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Pubblicato il 17 Luglio 2009 da adamo
Così salì sul treno e lui gliel’aveva promesso che lo veniva a prendere alla stazione. Aspettami al binario che non vedo l’ora di rivederti, diceva. Così il treno viaggiava più veloce che poteva, quasi più della sua immaginazione.
E aveva messo la maglietta più bella che aveva.
Poi il treno giunse in stazione e non si fermava. […]
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Pubblicato il 28 Giugno 2009 da adamo
La gente fa le collezioni più strane e infatti uno faceva collezione di gomme da cancellare rosa (solo rosa perché quelle bianche le usava per cancellare quelle rosa invece sporcavano il foglio e così le collezionava ma dico io che le compri a fare rosa se non le usi? ah già le collezioni) e uno […]
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Pubblicato il 26 Giugno 2009 da adamo
Nell’ufficio c’erano tre poltroncine rivestite con una stoffa verde scuro. Sul tavolino di vetro scuro una rivista d’auto, un posacenere. C’era una foto di un bimbo in una cornice un po’ pacchiana sul mobile basso, quello accanto alle pesanti tende bianche. Mi affacciai alla vetrata, la vista era splendida.
Il Vesuvio era coperto da un nuvolone […]
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Pubblicato il 15 Maggio 2009 da adamo
Il panorama era splendido. L’incendio sui boschi, le auto sulla statale, la gente sul lungomare e la barca nei riflessi del tramonto. Dalle finestre aperte entraval’aria salmastra e il suono delle voci. Un piatto di pasta, la tv accesa a caso, il copriletto in ordine. Quando suonò il campanello aveva già smesso di piangere da […]
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