Complemento di specificazione

6 gennaio 2009

Ai lati dell’impalcatura la neve forma strane figure. Le cartacce si ammucchiano in un angolo e riflettono la luce come se fossero piccoli pezzi di vetro. Passando, ascolto il suono di posate ed una sedia che si sposta, c’è un fioco chiarore che filtra da una tendina sdrucita, dietro una grata di ferro. Qualcuno parla in una lingua sconosciuta. Ancora non è mattino.

Sono sempre tentato di rimuovere i mucchietti di neve che si accumulano sulle auto, ma mi piace vederle tutte così uniformemente candide e vaporose. Chiedo quasi scusa ogni volta che lascio le impronte sul prato. In queste mattine rimpiango di non essere più un bambino di 8 anni. Ed ecco, la solita vecchia, che va a sentire la messa.

Vorrei buttare il telefono nel fiume e sapere che giunge fino al mare. Lo vorrei lì, sul fondo, coperto di sabbia che lentamente si deposita. Lentamente, quieta, bianca, remota. Il silenzio di questa mattinata è quasi medievale. A pochi passi dal duomo si scrosta la vernice su grossi tubi di metallo e nell’aria si diffonde il ritmo delle campane. Le tegole sul tetto, vorrei colorarle, ma la neve continua a calare dall’alto.

Un giorno la mia casa sarà vuota.

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4 Commenti a “Complemento di specificazione”

  1. marco Scrive:

    un giorno la mia casa sarà vuota; sono tentato di capire ma postporrei un mio pensiero al tuo, è la frase che mi ha colpito, sto scrivendo un pezzo in cui la casa vuota è il secondo attore del dramma, il deuteragonista sulla scena; o meglio la casa che si scopre essere vuota, insomma ci sto lavorando
    a presto

    M.

  2. seremad Scrive:

    per fortuna c’è ancora qualcosa che ci sovrasta e ci ridimensiona…spesso, lentamente e senza preavviso e cosi per qualche momento siamo tutti inesorabilmente uguali e poveri…

  3. adamo Scrive:

    vi ringrazio dei commenti.
    la mia casa sarà vuota: è così anche se uno fatica ad ammetterlo, e quel giorno sarà lontano o sarà vicino chi può dirlo, questo è il punto, purtroppo.

  4. marco Scrive:

    fondamentalmente sono una persona disordinata così per ovviare ai problemi derivanti dalla moltiplicazione degli oggetti che colpiva fino a poco tempo fa la mia abitazione, moltiplicazione e diaspora, sono entrato nel nuovo appartamento determinato a vederne per lungo tempo le pareti spoglie e bianche,
    so che in questo modo non sono trasmutato in una persona ordinata ma preferisco così
    il vuoto come scelta, mi sento quasi un filosofo

    però tu aspetta a svuotare la tua, sono arrivato a leggere fino a luglio di due anni fa…

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