contiene un sacco di doppioni

16 novembre 2011

E’ passato il carretto che vende il pane e sono sceso io a comprarne una palatella, che oggi non sono andato a scuola, c’era la disinfestazione. Il portiere stava raccogliendo le foglie con la scopa di saggina e ogni tanto buttava l’occhio al cancello, con la gente che andava e veniva dal dottore.

Le rose si sono tutte rinsecchite, e spesso ci buttiamo i Super Santos sopra e si schiattano, così dobbiamo andare dal tabaccaio per comprarcene uno nuovo. Coi soldi di resto prendiamo pure qualche bustina di figurine. Ho un mazzetto grosso così di doppioni, me ne mancano 8 e non vogliono uscire.

L’altro ieri a scuola ci hanno portato l’album dei personaggi storici e la signorina ha dovuto interrompere la lezione, stava spiegando il Benelux. Lo vorrei fare, ma forse è meglio finire prima questo qua.

E’ caduto un panno alla signora del secondo piano. Mo’ ce lo porto, che sta di casa sopra di noi. Quando la scuola è chiusa abbiamo un sacco di tempo per giocare, fa pure assai freddo e ci dobbiamo mettere nell’androne delle scale, se viene a piovere, però poi viene il portiere e s’incazza con noi, che dice che sporchiamo. Allora ce ne andiamo a casa oppure nel cortiletto piccolo a giocare a campana.

La buca della posta è sempre scassata. La nostra è l’unica così, ma nessuno ci dice mai niente. Ormai ho imparato a non salire le scale con la mano sulla ringhiera, che ci sputano sopra. Dopo mangiato mi finisco di leggere il Topolino, sennò magari faccio la gara delle copertine più belle, che mi piace.

Il pane è ancora caldo, quasi quasi me ne smozzico un pezzo.

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