corridoi

11 aprile 2008

Io giuro che alle 13 e 30 ero già lì. Il dipartimento di fisica è una specie di residuato della guerra fredda, ci vedo bene la foto di Breznev appesa all’ingresso e qualche manifesto stinto con scritto “vota PCI“, più il simbolo delle Brigate Rosse. In compenso è pulito tipo ospedale di telefilm e la gente è solo nelle stanze, mentre i corridoi sono vuoti.

Tant’è che mi sembrava di essere in una specie di labirinto 3d, oppure in the Others, perché ogni porta aperta dà in un corridoio con tante porte chiuse. L’ascensore poi si trova nel posto più impensabile della storia di tutti i Campus universitari ed una volta entrato ti vedi già nel trafiletto “resta chiuso 3 giorni in ascensore, si nutre della suola delle scarpe“.

L’altro edificio, quello di Chimica, è zeppo di dispositivi e strani congegni, tutti ugualmenti orribili a vedersi, con pulsanti spessi 3 pollici e più levette di un Concorde. Non ho mai capito perché gli scenziati inventino tantissime cose e non inventano uno strumento che abbia meno di 12mila pulsanti, spioncini e levette.

Il laboratorio di Chimica puzza di farmacia, e quelle piastrelle di marmo bianco fanno tanto piscina comunale. Le ampolle sono belle e ti verrebbe voglia di mettere il dito dentro al liquido più corrosivo, giusto per vedere se è una palla o se veramente ti riduce ai minimi termini. Tutti noi studenti ssis siamo ignoranti di chimica e nel laboratorio a parte dire “vingardium leviosa” non sappiamo proprio cosa fare.

Per fortuna l’hanno piazzato al termine di un corridoio che sembra le esperienze di pre-morte, per cui in caso di scoppio schiattiamo solo noi.

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