Dimmi pure, che destino avrò

14 aprile 2007

L’odore di detersivo e le piastrelle lucide. Qualcuno rovescia l’acqua sporca da un secchio rosso.
Fiori appassiti in un vaso verde, le foglie si afflosciano nella penombra della stanza. Su una panchina scheggiata una coppia si scambia umidi baci. Un’anatra nuota contro corrente, il fiume limpido di pioggia fresca.

Il ragazzo in bici pedala a fatica, un uomo in gessato grigio lo supera sulla sinistra. All’incrocio, la mamma saluta il figlio che scende dall’auto. La fotocopiatrice sibila senza sosta risuonando nella sala. C’è odore di caffè e di mattina.

La vecchia cade, la ragazza ride, l’altra donna l’aiuta a rialzarsi. Piange dall’imbarazzo più che dal dolore, si mette in cammino claudicante verso il prossimo passo falso che chissà quand’è. E chissà cosa mangerà a pranzo e con chi. E dove. E se avrà ancora dolore e se piangerà. E se ha qualcuno con cui sfogarsi. Ce l’ha?

Brivido, poi suona la campanella della prima ora.

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