il post con una grande regia

20 aprile 2010

Si vedono solo due nidi ma ce ne sono sicuramente di più. Saranno giorni che il rastrello è poggiato a quel vaso enorme di terracotta. I pesci rossi salgono a galla un po’ più spesso e i gerani sono gonfi e pendono verso il basso.

C’è il cartello affittasi monolocale che è piazzato troppo in alto e nella vetrina del gioielliere abbondano gli anelli di oro giallo grandi come uova bio.  La telecamera lampeggia e i militari se la suonano e se la cantano.

Quella vespa insiste che vuole abitare tra i miei infissi. Si è accumulata polvere sulla cornice e sarà ora che butti quelle mele troppo mature. Pare che faccia un po’ più caldo e che ciò debba far piacere a un sacco di persone, perché l’inverno è lungo e la primavera è assai più colorata. I miei jeans sono sempre dello stesso colore.

Non ho sete. Mi pare logico che per scrivere questo non so che scrivere eppure se scrivo è perché vorrei scrivere qualcosa, ma cosa non so. Forse quello che ho scritto, ma se così è allora perché? Che c’è da dire quando non c’è niente da dire? Sarà forse che c’è chi legge ciò che non ho scritto, ed è questa speranza che mi motiva o sarà forse che questo niente è comunque pieno di colori e se riesco a scriverli non me li scordo più. Sarà che oggi è oggi. Non lo so, non mi importa, che mi importa, che importa.

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