il post del bordo della fontana

27 giugno 2009

Penso che fossero anatre, non saprei. Una era la mamma e due i figli, o le figlie, non saprei. La mamma pareva sicura di sè. Nuotava verso l’altra sponda lasciandosi una scia a forma di v, bellissima. Andò dritta nel riflesso del noce, dove non si vedevano luccicare i granelli di sole.

Aveva cominciato a muoversi l’aria, un venticello insistente e fresco che era bello più per il rumore delle foglie sul selciato che per il formicolio sulle braccia. A quell’ora c’era sempre il vento. Pensavo che forse sarebbe stato bello salire sull’albero e restare appollaiato sul ramo, a guardare la ghiaia e le coccinelle e le noci e i granelli di sole e la gente.

Da piccolo mi ero arrampicato su un lampione. Una bimba gridò che potevo prendere la scossa e non mi arrampicai più su nessun albero. Penso che è strano che da casa mia si vede la croce di un campanile.

I bimbi danno sempre le briciole alle anatre nel laghetto. Le mamme gridano sempre di non sporgersi troppo. I cartelli dicono sempre di non dar da mangiare agli animali. I bimbi dicono sempre “uh mamma! guarda!”. I vecchi occupano sempre la panchina più bella.

Il vento si era trascinato il buio. La statua nascosta dalle siepi. Pareva ancora più notte di mezzanotte. Provai fastidio per i due seduti ai tavolini coi cocktail ancora pieni. Provai, provavo, provo, non ci capisco più niente. Il vento, penso.

Da piccolo giocavo a restare in bilico sul bordo della fontana. Non sono mai caduto, e ora me ne dispiaccio.

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Un Commento a “il post del bordo della fontana”

  1. chiaratiz Scrive:

    di questo post mi è piaciuto tutto, ma i granelli di sole più di tutto il resto.
    Poi, se vai a farti un giretto sul bordo della fontana sei sempre in tempo per finirci dentro :-)

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