il post di come era comoda la poltroncina del parmaworkcamp

23 marzo 2009

Alle 8 e 32 sono già lì che scambio due chiacchiere con i tipi della sorveglianza. Intendiamoci, nessuno m’aveva obbligato, sono io che abito troppo vicino, persino con le scarpe con la suola. Il cielo a Parma è color acquarello.

Arrivano i primi arrivi, giustamente, dato che erano i primi arrivi, poco dopo Davide tutto elettrizzato e poi vabbè dalle 8 e 32 fino alle 19 se scrivo tre righe ogni minuto ne esce una collana a fascicoli settimanali, perciò diamoci un taglio!

Le cose veramente importanti sono:

  • le t-shirt S erano giusto per le gentili donzelle, le L e le M ne avessi azzeccata una, so che non potrò mai fare la commessa del centro che vive mezza giornata no come le fate in vita mia.
  • scrivere il nome sul badge non equivale a capire chi è che hai davanti, infatti non avrei riconosciuto nemmeno Hirohito se sprovvisto di avatar, so che non potrò mai fare l’addetto alla sorveglianza del checkin dell’aereoporto di Linate in vita mia.
  • i cuneesi al Rum sono deliziosi ma anche i pocket coffee hanno salvato più vite nel corso della giornata. Menzione speciale al caffè che m’ha portato MariaSerena più o meno quano il colore del mio volto era tale da sembrare un lucido di lavagna luminosa.
  • Elena Senzaggettivi ha prelevato un Bolsofiglio per la collottola e questo fotogramma è impresso nel mio lobo limbico nella sezione “meglio questo che poi cadi dalle scale”.
  • La mamma di Fran devono creare a riva del garda il premio speciale Mamma di Blogger.
  • Non berrò mai più un succhino ACE fino a che Schwarzenegger non diventa presidente USA (hmm. errata corrige, fino a che Michael Jackson non diventa Schwarzenegger).
  • Regole di marketing sembrano indicare in 7 il numero massimo di punti che si leggono negli elenchi a punti perciò questo è l’ultimo.

Ora io vorrei proprio tanto linkare uno per uno tutti, ma scusate se non lo faccio, io v’ho scritto sul badge il vostro nome nella mia grafia mancina, volete mettere? e poi che leggete ancora qua, il merito del Barcamp è della Fran, di Davide Tarasconi, io non c’entro per niente, stavo solo seduto sulla mia poltroncina rossa sognando di poter chiamare “un prezzo alla cassa 14 ripeto un prezzo alla cassa 14″. Ma ahimè non si è avverato niente.

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6 Commenti a “il post di come era comoda la poltroncina del parmaworkcamp”

  1. elena Scrive:

    E’ solo perchè avreste giudicato diseducativo un guinzaglio legato in vita al piccolo Attila (ops.. Ulisse..), sennò sarebbe stata una soluzione assai più riposante. Per inciso, io li adoro quei due velociraptor :)
    E’ stato bellissimo conoscervi, tu c’hai un faccino che più tenero non si può.

  2. xlthlx Scrive:

    A me non me l’hai scritto il nome sul badge :D (ciao Adamo, è stato proprio bello averti conosciuto)

  3. S.B. Scrive:

    Vabbe’, i succhini stuccavano. Ma del parmigiano ne vogliamo parlare? ;-)

  4. frine Scrive:

    io non ti conoscevo ma ho deciso che sei un genio e quindi sono molto contenta di sapere che fra di noi ci sono solo pochi metri. anche se per percorrerli bisogna attraversare il mondo del porno di notte e di giorno.

  5. adamo Scrive:

    ^__^ hi hi io voto per fare organizzare alla fran un barcamp al mese (secondo me ora mi picchia)

  6. paz83 Scrive:

    Me mi hai risconosciuto subito ad esempio, prima ancora che arrivassi al tavolo sforna badge, e pure la taglia della maglietta era azzeccata, magari è l’eccezione che conferma la regola. Io, non berro più succhini invece fino a che Borghezio non diventerà leader dei comunisti….saziato e dissetato anche troppo. Per il resto bravi bravissimi. E ave alle poltroncine rosse del camp…le sogno ancora

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