il post di cosa faccio in doccia (American Beauty non c’entra)

2 dicembre 2009

Dunque io ho la doccia che è bianca con le piastrelle color piastrelle da bagno. La tendina è celeste ed è sempre quella dal 1999 perciò fra poco avrà le prime mestruazioni e le dovrò tagliare i capelli scalati, che così non va più bene. Il tappetino della doccia non ce l’ho perché quel rumore che fa la plastica quando ci va l’acqua sotto:

“cioff scioff”

quello, non mi piaceva, inoltre poi per pulirlo ci volevano ore e ore e ore e io l’ho tolto. Inoltre, non scivolo.

Quando io apro la maniglia della doccia non sono un vero macho che si butta sotto il getto noncurante del gelido assalto dell’acqua, tanto mica sono in palestra che non devo fare figuracce, no sono da solo a casa per cui anche se mi tiro i piedi oppure entro piano piano un gomito alla volta chi vuoi che poi lo va a raccontare alla moglie? Nessuno. Per cui, ecco, forse non dovrei dirlo, facciamo così, facciamo che entro in doccia gelida in un solo scatto, ok? Facciamo finta che è così.

Poi a questo punto ormai sono dentro per cui prendo la spugnetta e prendo il doccia schiuma e comincio a sfregare come se fossi la lampada di Aladino. Non ho mai capito questo accanimento contro la cute.

Pausa.

Vabbè dicevo che comincio a lavarmi per benino. Adesso il punto è questo: ma chi ha messo in giro la voce scema che sotto la doccia uno canta le canzoni? Chi? Chi? A me viene in mente piuttosto “uff ho finito le clementine” “domani non ho mica voglia di andare in posta” “da dove è uscito quel neo?” “brr caldaia maledetta”, mica mi vengono in mente le classifiche iTunes?

Adesso lo so già che al 100% esce uno che commenta “ti sbagli io sotto la doccia canto gne gne”: bravo! applauso! bravo! però pazienza amen, e poi se canto mi va l’acqua nelle narici.

Poi la parte bella è quando l’acqua calda è sul collo, così io mi sento rilassato. A quel punto la tendina si azzecca al culo. Non so perché. Intendiamoci, sotto la doccia è FATALE FARSI VENIRE IN MENTE PSYCHO. L’ho scritto maiuscolo perché è un dogma e nessuno può dire che non è vero. Però se venisse l’assassino morirebbe soffocato dai vapori che io tengo l’acqua a palla e bollente come il Flegetonte. Perciò sono al sicuro.

In doccia poi è brutto quando devi deciderti, vorrai mica far diventare Parma come il Darfur?, quando devi uscire. Io tengo l’accappatoio vicino vicino, perché sennò mi viene lo spiffero di freddo e poi ho il torcicollo fino a febbraio. Allora poi mi asciugo e mentre mi asciugo so con certezza al 100% che se deve passare il corriere passa in quei momenti lì. Non quando sono in doccia, che non sentirei la bussata, ma quando lo posso sentire, che è più da sfigati.

Poi la gente sui cataloghi del postalmarket in accappatoio è sempre così sexy. Io invece ho una panza. Per fortuna c’è il vapore sullo specchio, così faccio finta di niente.

Tags:

Un Commento a “il post di cosa faccio in doccia (American Beauty non c’entra)”

  1. GeekQueer Scrive:

    Io prendo il bagnoschiuma e con un pennarello indelebile ci scrivo sopra poesie o cose che si dovrebbero imparare a memoria, tipo il Carducci o il Dante o solo l’inno della Francia, così sotto la doccia ripasso e son pronto per esser profumato e fare citazioni colte.

Lascia un Commento

Bad Behavior has blocked 69 access attempts in the last 7 days.

Chiudi
Invia e-mail
Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok