il post di jackie intrappolata in soffitta

13 maggio 2009

Devo dire subito che ho bisogno di una fotocamera.

La mia vicina Jackie (con la J maiuscola, nel titolo è j minuscola perché se la mettevo maiuscola dovevo mettere anche la i di il maiuscola), la mia vicina Jackie è il fiore all’occhiello del condominio. Grazie a lei il nostro condominio ha più visitatori degli scavi di Pompei, ma è anche miracolosa perché da lei i vecchi non entrano con la Carta Argento, ma pagano ugualmente e senza fare troppe storie. Io la proporrei al ministero del turismo.

La mia vicina Jacqueline, detta Jackie, abita di là ed ha un ingresso minuscolo che confina con la mia doccia. Perciò se io scorreggio sotto la doccia lei sente tutto ma d’altronde se io cominciassi a lavarmi 5 volte al giorno ne apprenderei, di cose, ah eccome! Quando entra qualche suo amico lei lo fa accomodare nel piccolo soppalco, che invece confina con le cacche dei piccioni e con Google Maps.

Il soppalco è un luogo gelido d’inverno e infuocato d’estate, lo so perché prima che ci abitasse Jackie ci abitava un soprano e io ogni tanto andavo a prendere il caffè da lei, poi ve lo racconto. Stamattina Jackie armeggiava con la botola misteriosa del pianerottolo, quella che porta al soffitto comune, sì, quello dove ci sono i tarli, tutte le antenne paraboliche ed altre cose utili solo in sede condominiale. 

Insomma ho pensato che doveva salire sul tetto a sistemare l’antenna oppure ad armeggiare col suo abbaino, così l’ho salutata “ciao” - “buon-giooorno!” (lei saluta così dice sempre buon-giooorno) e sono andato a scuola. Neanche il tempo di fare metà vicoletto che ho sentito urlare così mi sono girato e c’era Jackie sul tetto che salutava come Mike Bongiorno nello spot di Grappa Bocchino Sigillo Nero però non diceva “sempre più in alto!” ma “aiuto!”, anzi “aiuto! aiuto!”

Così ho capito che la povera Jackie si era chiusa il botolone alle spalle ed era rimasta sul soppalco, condannata a vagare per l’eternità come i fantasmi di The Others a meno che non decidesse di scalare il tetto, come del resto ha fatto. Allora sono tornato indietro e ho aperto il botolone (si apre con un uncino e poi fai così e tiri giù le scale poi fai così e le piazzi sul gradino in modo che si reggano bene però Jackie non aveva controllato così quando è salita patatapunf le scale si sono accartocciate a fisarmonica e il botolone si è chiuso come la scatola di Jumanji).

Jackie è anche arrossita quando l’ho salvata dalla sorte orribile però secondo me ora che ha scoperto la privacy del sottotetto potrebbe anche mostrarla a qualche cliente, e il sottotetto confina con la crepa che ho in testa. Comunque, per completezza d’informazione, a scuola avevo 5 ore, la signora che pulisce le scale ha saltato il turno, e agli scavi di Pompei c’è da sudare meno che con Jacqueline, detta Jackie, la mia vicina. 

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Un Commento a “il post di jackie intrappolata in soffitta”

  1. nikink Scrive:

    riesci a farmi sorridere in giorni in cui non è affatto probabile

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