il post in andante moderato

7 ottobre 2010

L’ultimo sorso, poi si alzarono. Quello alto lasciò i soldi sotto il posacenere. “Offro io, non c’è problema”. “Scusami, ma ho perso il portafogli, sicuro sarà in macchina”. “Tranquillo, per una pizza.” “Sentiamoci” “Ti chiamo io”.  Ognuno se ne andò per conto suo senza dire una parola di più.

Nella casa al secondo piano Laura si sentiva ancora male. Spostò la tendina intanto che l’acqua bolliva, aveva già messo la camomilla nella tazza. Guardare la gente per strada l’aiutava a distrarsi un minuto. Erano già le due e un quarto. Le venne in mente quando si comprò quella camicetta e sorrise con mezza bocca.

Mimmo era tornato dal lavoro manco un’ora fa. Ancora non riusciva a prendere sonno e si era affacciato al balcone. A quell’ora il vento sul palazzo era freddo e faceva venire le lacrime agli occhi. Per strada c’era uno che si stava allacciando la scarpa ma dal quarto piano a stento si capiva.

Andrea se ne stava sotto le coperte e mandava sms a qualcuno. E poi questo qualcuno rispondeva e Andrea guardava il soffitto a occhi chiusi. I rumori della strada lì accanto erano di compagnia almeno quanto lo squillo del messaggino.

Sofia si svegliò per la tachicardia. Si mise a piangere girata dall’altro lato, sennò il marito se ne accorgeva. Sentì uno che gridava e manco ci fece caso lì per lì. Poi lo sentì un’altra volta e si alzò per guardare chi era. C’era un tipo accasciato a terra, un piano più sotto.

Andrea era corso in strada così come stava, non appena aveva sentito l’urlo. Ci aveva messo due secondi a capire che era una cosa seria. L’uomo a terra aveva perso i sensi. Andrea si girò verso il palazzo, c’era la luce accesa al secondo piano e una ragazza dietro una tendina. Le disse: “chiama l’ambulanza!”. Laura pigliò subito il telefono.

Il marito di Sofia si era svegliato. “Sofia vieni a dormire”. Sofia girò la testa verso il letto disse sì poi rimase dietro la finestra.

Mimmo buttò il mozzicone spingendolo col medio dal pollice e se ne entrò in casa. Il calore gli fece venire i brividi dietro il collo.

Andrea stava seduto sul marciapiede con la testa di quell’uomo sulla coscia. Dal locale uscì una coppietta e fece finta di non capire. Laura scese pure lei. L’uomo manco respirava. Rimasero per strada senza dire una parola. Si erano accese altre luci anche da altri palazzi.

Quando arrivò l’ambulanza l’uomo era morto già.

Sofia se ne andò in cucina, si sedette a capotavola e si mise a piangere con la luce spenta. Laura si bevve la camomilla che era diventata fredda. Andrea trovò un sms sul cellulare, lo lesse, lo guardò, lo rilesse, si girò dall’altro lato e poi si mise le scarpe, prese la macchina, andò all’ospedale. C’era questo morto e la puzza di disinfettante. Non sapevano come si chiamava, dissero ad Andrea, era senza documenti.

Un tizio alto entrò in casa e si tolse subito le scarpe. Posò le chiavi sul tavolino e se ne andò in bagno senza manco accendere la luce. Finì la doccia e andò a prendersi qualcosa dal frigo. Sul divanetto della cucina c’era un portafogli. L’aveva veramente perso, allora. C’erano 70 euro freschi di bancomat, due o tre tessere, qualche monetina. Sulla foto della patente era venuto bene.

Peccato aver già cancellato il suo numero di telefono.

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4 Commenti a “il post in andante moderato”

  1. PICCHU Scrive:

    Dovresti scrivere un libro Adamo

  2. NErvo Scrive:

    anche più d’uno.

  3. adamo Scrive:

    magari

  4. Stefi Scrive:

    quoto PICCHU e NErvo, assolutamente!

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