il post in cui racconto una cosa magica che mi capitò

31 gennaio 2009

Una volta io avevo una gatta, ma non era mia, solo che per me era mia. Questa gatta mi piaceva assai, di carattere dico, ma era un po’ cretina come gatta perché tentava il suicidio saltando dal terzo piano almeno una volta al mese, però a me piaceva anche perché dal veterinario non la portavo io.

Un giorno la gatta che non era mia diventò ufficialmente la mia ex-nongatta e così io ci rimasi male come quando tu stai cantando e s’inceppa il cd oppure come quando una persona su cui vuoi fare colpo ti dice che “sei una brava persona” oppure come quando vai al cinema a guardare Thelma & Louise e la gente dello spettacolo prima uscendo dice “alla fine muoiono!”, insomma ci rimasi male così.

Così io ero sconsolato come vi ho detto, senza lavoro per di più, ma questo non fa ridere, e così mi venne l’ansia e pensavo solo a cose struggenti e deprimenti come gli episodi di ER oppure non so quando si rompono gli occhiali oppure non so quando la gomma per cancellare ti va a cadere sotto il frigorifero. Allora uscii di casa (e questo già è magico) e andai al parco, ma faceva un freddo! un freddo! che di bocca mi uscivano le nuvolette già sotto forma di marmo di carrara, per dire.

Insomma al parco io ero sconsolato ma ad un certo punto arrivò un gatto arancione tipo Garfield, ma a me Garfield non fa ridere, era solo per farvi capire, sia chiaro, non vi distraete, e il gatto arancione mi venne a fare le fusa sulla gamba sinistra. Penso sinistra, ora non mi ricordo. Così io pensai “che bello questo gatto se non fossi così sconsolato me lo porterei a casa” e così il gatto fece meow, e mi suonò il cellulare (cosa già magica) e mi diedero una supplenza.

Conciossiacosaché io vi racconto questa cosa perché sono passati già 2 anni e io da allora penso proprio che i gatti sono esseri magici e fatati e veggenti e anche se vogliamo un po’ bastardi ma non è questo il punto io quello che dovevo dire l’ho detto, poi pensateci voi se vi interessava o no, ma se è no, non me lo dite.

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7 Commenti a “il post in cui racconto una cosa magica che mi capitò”

  1. Roberto Scrive:

    I gatti sono magici, davvero. Soprattutto quelli che incontri cosi’, per strada, e probabilmente non rivedrai mai piu’. Ma anche quelli che appaiono all’improvviso, e poi te li ritrovi sempre fra i piedi.
    Io una volta ne ho rubato uno. Ma questa e’ un’altra storia.

  2. nikink Scrive:

    succedono cose così, coi gatti, non mi dilungo ma neppure io ci credevo, prima, ché mi piacevano più i cani, poi ho avuto (ho) due gatti e fanno succedere cose magiche (più la femmina, ché il maschio castrato credo s’interesserebbe di calcio, potesse: è decisamente meno magico, del resto è un maschio, e pure castrato)

    ah, quella lì della persona che t’interessa ma ti dice che sei una brava persona mi ha scavato un buchino dove ne avevo uno vecchio di secoli e stavo per tumblartela, sappilo

  3. Sba Scrive:

    Io punto tutto sul fatto che siano dei gran bastardi ruffiani approfittatori e scrocconi. Ne vorrei uno anch’io, ma con 4 cani in casa non credo arriverebbe a sera…

  4. fatacarabina Scrive:

    Che siano magici non c’è dubbio, che vadano d’accordo con me è altra cosa. Ma come i cani, i gatti sentono, eccome se sentono…

  5. Fabrizio Scrive:

    sì, ma alla fine garfield lo hai portato a casa o no?

  6. adamo Scrive:

    ma quanto vi voglio bene!
    comunque no il gatto è rimasto lì al gattile e ogni tanto lo vado a trovare, si chiama Cesare!

  7. nikink Scrive:

    incredibbole, anche il mio maschio - è una sorta di norvegese, grigio massiccio pelosone - l’abbiam chiamato Cesare… per via che la gatta, che ci avevamo da prima, si chiama Cleo .-)

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