il post nuvoloso

2 maggio 2010

C’erano troppi gradini, però c’era il mare in fondo. Non fosse stato per il mare, non sarei mai passato di là. La strada era vuota, strano, in una metropoli una strada vuota, anche di sabato, in pieno centro, davanti al mare, coi negozi aperti, col rumore delle macchine, le palme e il vento, vuota.

Mi fermavo sempre all’angolo, il sole in faccia, per decidere cosa fare. Dovevo entrare in quel palazzo col ginkgo nel giardino ma non avevo voglia quasi mai. Volevo proseguire e restare a guardare il mare. Quando c’è il vento è ancora più bello perché il vento ti fa volar via i pensieri prima che ti restino troppo a lungo in mente. Così, non so com’è che ci riuscii, eppure feci così, ci andai.

Guardavo più lontano che potevo. Del rumore delle macchine non me ne importava niente. Lasciai a terra il mio zainetto e poggiai le mani sul muro pieno di licheni. Volevo proprio che il palmo delle mano lo sentisse bene prima di chiudere gli occhi. Dietro di me, palazzi altissimi pieni di finestre e di tende. Davanti a me, niente.

Lasciai passare tutte le nuvole.

Quando mi voltai, vidi gente per la strada. Seduti sulle panchine, di corsa con le loro auto, sorridenti al bar, in piedi alla fermata, trasognati sui marciapiedi, davanti ai negozi, fuori dai portoni, sui balconi, dietro le tendine, sui gradini. Sul lungomare, nessuno.

Mi son lasciato le onde alle spalle e non so se ho fatto bene.

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Un Commento a “il post nuvoloso”

  1. pepasaera Scrive:

    Che piacere rileggerti dopo tanto tempo :-)
    un caro saluto da un mare lontano

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