il post possibile ma improbabile

4 maggio 2010

Stamattina non trovavo le chiavi dell’auto, perché ieri sera tornando dai miei ero stanco e non le avevo messe al loro solito posto. Ogni tanto lo faccio, lo sai, poi però il mattino dopo mi scordo lo stesso dove sono. Così mi sono innervosito e non riuscivo a farmi il nodo alla cravatta, quella che mi avevi regalato tu lo scorso inverno, non so se ti ricordi quale dico, quella scura.

Allora ho cominciato ad agitarmi e mi son messo a fare una serie di addominali, così scaricavo la tensione. Non ho più quel risentimento al polpaccio e forse domani vado a correre. Ti faccio sapere. Poi sono andato a lavorare e ho trovato subito parcheggio. Devo portare la macchina a pulire che è il caso, ormai. Mi hanno dato un sacco di pratiche da sbrigare. Da quando mi sono assunto quegli impegni di cui ti dicevo lavoro il doppio però non mi pesa tanto.

Ho finito che erano già le 4, avrò mangiato un panino in due minuti. Non volevo subito tornare a casa, così ho lasciato l’auto al parcheggio e sono andato in centro che avevo appuntamento con Giorgia, non so se te la ricordi, te l’avevo presentata quando andammo a cena per i 40 anni di Max. Lo so che tu t’incazzi perché dici che non riesco mai a leggerli tutti, però ho comprato 5-6 libri. A casa avevo da fare un sacco di lavoro però sinceramente ho lasciato perdere.

La pizza mi è venuta meravigliosa. Ormai, al quarto tentativo posso dire che ho imparato bene. Te la faccio così la puoi assaggiare quando torni. Veramente poi avevo il cinema, ma ho rinunciato perché son passati due colleghi miei e tra una chiacchiera e l’altra si son fatte le 10.

Senti ma quand’è che ci rivediamo? Lo sai che Skype non è la stessa cosa. Se vuoi questo weekend ce ne andiamo al mare e chi s’è visto s’è visto. Non mi sono scordato che domenica fanno già 4 anni. Pare ieri, è vero? Senti, comprati in fretta il cellulare nuovo e rimettiti il fisso che a me a scrivere le mail non mi fa bene. Son tre giorni mi son già stufato.

A proposito, sono andato a casa tua stasera, la posta niente di che una cosa dalla banca, solite cose. La gatta sta bene, quanto mangia madonna, ha finito tutte le crocchette. Ti ho cambiato l’etichetta del campanello, te l’avevo già detto che lo facevo, che quella di prima si era tutta sbiadita. Solo che invece di A. Lanna ti ho scritto tutto il nome per intero, mica ti rompe? Ci sentiamo domani e vatti a comprare sto cazzo di telefono che non ne posso mica più.

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