l’albero di Natale

18 agosto 2006

Si avvicina Natale. Nel giardino del nostro condominio hanno preparato un bell’albero, un abete con tante palline colorate, che lampeggiano. Sono ancora molto piccolo e non riesco ad affacciarmi alla finestra da solo, per cui ogni tanto qualcuno dei miei fratelli mi prende in braccio e posso guardare in giardino.

Mamma è in cucina, ed è già sera, ed io mi diverto ad osservare le luci dell’albero, che si spengono e poi si riaccendono a caso. Stasera mio fratello ha giocato a lungo con me, poi io a parole mie gli ho fatto capire che volevo guardare l’albero di Natale, e lui mi ha preso in braccio. Siamo nella stanza in cui non c’è mai nessuno, perchè gli altri due miei fratelli sono in camera, e mamma e papà in cucina.

C’è una tenda, e dietro la tenda il davanzale. Mio fratello mi ha preso in braccio e mi ha fatto sedere lì, sul davanzale, e lui è accanto a me che si assicura che io non cada. Ma io non mi muovo, sto guardando le luci dell’albero, proprio di fronte a me.

“quella lì è rossa, vedi?” - mi dice mio fratello.
“quella invece è gialla” - “gialla” - ripete.

Io ascolto attentamente. Sto imparando che ogni luce ha il suo nome. Mio fratello è paziente, e segue il mio sguardo, poi quando si accende una luce io faccio un gridolino, e lui mi dice il nome di quel colore.

“Verde!” - esclama. “Blu!…rossa!…”

Fu Natale anche per me, e mamma chiese a Gesù Bambino di farmi tornare l’appetito. Ormai iniziavo a dimagrire.

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