malva e ginestre

14 marzo 2008

Sono per strada a piedi nudi e fa caldo. Oltre a me non c’è nessuno, mi ritrovo ad un incrocio. Posso accorciare andando a destra, o passare in centro e svoltare a sinistra, decido di andare a sinistra, tanto faccio sempre così. Cammino più lentamente e ora c’è più gente, ma sono tutti immobili.

Sono l’unico a piedi nudi, perchè?, mi sento un po’ in imbarazzo, ma nessuno sembra farci caso. I negozi sono chiusi, non lo sopporto quando sono chiuso, in più ora è buio. Mi ritrovo ad andare verso casa, ma la strada si fa difficile, e ad ogni passo sudo e faccio fatica. Devo aiutarmi con le braccia, e trascinarmi poco più avanti.

E’ notte, cammino coi gomiti e avanzo più che posso. Sono a tre quarti di strada, sudo. Di tanto in tanto prendo fiato poi mi spingo per parecchi metri di slancio. Vedo casa mia in lontananza, so che posso giungervi in breve tempo, anche se la stanchezza si fa sentire. La strada cambia ad ogni passo, e non la riconosco più, e mi perdo. Resto immobile, stanco e deluso, perchè non so dove andare.

Ad un tratto la strada si fa in discesa e ora non riesco a frenare, passo oltre, ma perché?, voglio fermarmi ora! no no più avanti no no voglio fermarmi! fermatemi!…casa mia sparisce. Mi ritrovo in un campo, ci sono cardi e papaveri, ai bordi dei binari vedo malva e ginestre. Mi siedo ed aspetto che passi un treno. Un’ape ronza accanto a me, il treno non passa e chiudo gli occhi.

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