Se ne andò sul tetto, più in cielo che poteva.
Nessuno l’avrebbe visto chiudere gli occhi e parlare col sole. Le tegole erano ruvide al tatto, i suoni della strada molto più in basso.
Dormì, sognando. Poi, gocce di pioggia.
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Questo articolo è pubblicato il
25 Marzo 2008 alle 10:07 ed è archiviato in Racconti.
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