Non è possibile
4 Agosto 2008Sulla spiaggia c’era la solita folla di ombrelloni. I bambini giocavano a pallone, l’acqua era luccicante, il mare senza onde.
Se ne tornava a casa prima che la schiena cominciasse a scottare troppo. Quando attraversava la strada, sapeva che la sua mamma lo stava a guardare da lontano, per cui si assicurava sempre che non ci fossero auto. Entrava nel cortile silenzioso e poi saliva le scale, i gradini freschi a contatto coi piedi ancora un po’ sporchi di sabbia. Si toglieva il costume e faceva la doccia, poi andava a leggere un fumetto in terrazza, seduto a terra, in un segreto angolo d’ombra. Era il momento più bello, quello.
Quel giorno, dal piano di sotto udì due voci:
“andiamo in camera da letto dai, qui…qui sul terrazzo ci può sentire qualcuno“
“chi vuoi che ci senta, sono tutti al mare a quest’ora”
“lo so lo so, però dai per sicurezza, torniamo in casa“
“qui è più eccitante… facciamolo qui”
“sì ma… sicuro che sono tutti in spiaggia? ogni tanto c’è quel ragazzino che torna prima di mezzogiorno“
“un ragazzino che torna dalla spiaggia prima di mezzogiorno? non è possibile”
Poi le voci si trasformarono in suoni. Baci, forse.

4 Agosto 2008 alle 18:04
it’s an hot summer!
5 Agosto 2008 alle 17:28
Uh! Che roba!
7 Agosto 2008 alle 16:45
Il ragazzino, eggià, proprio impossibile
Bacio Adamuzzo*
8 Agosto 2008 alle 15:53
E siano baci. :*
Ciao Adamo.
10 Agosto 2008 alle 08:57
eheh sì, e siano baci