Press play on tape

12 febbraio 2008

Fragole e macchie sulla pelle, un campo, voci, la pioggia e le scarpe verdi. La stanza al piano di sopra puzza di muffa e l’armadio è spalancato, lo specchio, all’interno, riflette le lenzuola pulite sulla sedia. Una vecchia sorride in una cornice, le candele sono spente. Più in alto non salgo.

Dieci donne fanno la doccia, nude e bianche. Entro negli spogliatoi, urlano. Una di loro ha i seni pesanti e flosci, chiude la porta. Quando passa la settimana? La notte non piango, sono troppo stanco. Mi sveglio per primo. Non sono un essere sociale. Qualcuno mi spia, se mi volto lui sarà lì, lo so.

La giraffa cade e muore.

Cadi, neve. Cadi e copri. Nascondi.

Quando la bimba urlò la prima volta, nessuno si voltò. La seconda volta, urlò più forte e si voltarono tutti. La mamma le diede uno schiaffo davanti a tutti. La bimba urlò la terza volta, ma stavolta tutti la ignorarono. Poi una quarta, una quinta, una sesta…

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