so già come andrà a finire

10 marzo 2008

Dopo 35 esami per 7 voti sul libretto, prenderò l’abilitazione per la disoccupazione eterna. Il giorno dopo (vabbè 2 giorni dopo), il governo con la g più minuscola mai inventata dai tipografi lancerà un concorso a cattedre che di fatto renderà la mia ssis vana come un Air Fresh in una torrefazione.

Studiando per la 20estate di fila, mi ritroverò ad aver passato sui libri di testo più tempo di Sant’Agostino e di Giacomo Leopardi messi insieme, con la differenza che al massimo io posso aspirare alle selezioni di un giochino di Gerry Scotti. Trepidante per l’attesa dell’esito del concorso che dovrebbe cambiarmi la vita, scoccheranno i 40 anni ed avrò la faccia come le modelle di Burda Taglie Forti, soltanto senza cremina antirughe.

Ovviamente qualcuno dirà che non dovrò lamentarmi perchè i soldi non sono tutto. Poi io tornerò a chiedere i soldi a mammina, e quel qualcuno si comprerà il terzo appartamento. Alla soglia dei 45 riceverò un incarico in una scuola sgarrupata come gli ascolti di XFactor, dove pieno di voglia di fare trascinerò le mie stanche membra come se affette da gotta, sorridendo a colleghi di 20 anni più giovani e di 40 più vecchi, incatenati alla loro cattedra come una mamma coraggio.

Probabile che mi capiterà il preside più arretrato presente sul libro paga della PubblicaIstruzione. Andrò di ruolo all’incirca all’epoca in cui sull’autobus si alzeranno per lasciarmi il posto a sedere, quando cioè per l’opinione pubblica gli insegnanti avranno lo stesso valore di una scorreggia di vacca. Col primo stipendio potrò mettere da parte i soldi per comprarmi i farmaci per la demenza senile, che ovviamente mi assalira all’incirca all’epoca del secondo stipendio.

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