solo nel bosco

21 novembre 2007

Qui dietro c’è il parchetto dell’Auditorium di Renzo Piano, quello che è così giustamente famoso per la sua splendida architettura sembra una specie di capannone Amish,  ebbene in questo parco c’è una folta forestuola che costeggia il muro perimetrale. Croccante di foglie cadute sui preservativi usati, il vialetto più esterno fa cagare sotto dalla paura è un luogo appartato e silenzioso.

Di sera poi è una disperazione dal momento che ci sono solo quelle luci a terra, che fanno tanto piscina di Miami Vice ma che illuminano peggio dei fanali delle bici. Così chi osa avventurarsi nel vialetto fa meglio a scaldare i muscoli per l’eventuale fuga che non si sa mai. Ora però il punto è che con mezza Parma a disposizione perchè mai uno deve andare proprio lì? Semplice, per spiare le coppiette perchè dietro c’è un parcheggio nel quale hai appuntamento con un amico!

Beh con scatto felino ed agile mossa ho evitato le improvvide siringhe (ma c’azzecca improvvide a questo punto? la volevo usare…) e mi sono avviato verso il cancello che dà sul parcheggio, quand’ecco che odo rumore di umidi baci. Il tempo di fare un passo e wow ma che roba è orrore che vedo? un rude maschione che offre alla sua generosa compagna una prova evidente del suo compiaciuto interesse.

Furtivo come uno scarafaggio, veloce come una biscia (altro che biscia) mi dileguo e raggiungo l’amico in attesa al parcheggio. Noto con la coda dell’occhio che la voluttuosa coppia non si è scomposta manco per idea, e nonostante il freddo da Sàn-to-Na-tàl hanno continuato il loro torbido rituale d’accoppiamento. Gli è andata bene che fossi io e non una specie di Pacciani. E comunque alla ragazza è andata meglio di tutti.

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