supposte

6 Gennaio 2008

Supponiamo che sia un sabato e che voi abbiate i seguenti oggetti:

  • una bottiglia di plastica colma d’acqua;
  • una confezione di lasagne agli asparagi (surgelati);
  • un cartone di 6 uova;
  • un cellulare.

Supponiamo ora che il cellulare squilli mentre state per portare la bottiglia di plastica alla bocca per idratare le vostre rinsecchite e futili cellule. Sovrappensiero, aprite il frigo e riponete le uova e le lasagne appena comprate, poi la vostra telefonata prosegue fino all’inevitabile e scontata conclusione del “ciao ciao“. Non avvertite alcunchè di strano o bizzarro, per cui proseguite la vostra sciocca serata con un occhio di riguardo al copriletto che si è stinto dopo un lavaggio miserabile, e sognate di palpitanti amori e potenti desideri.

Adesso, supponiamo che sia domenica e che voi vi troviate nella seguente situazione:

  • avete fame;
  • ricordate di aver comprato le lasagne;
  • l’orologio segna l’una e voi avete già sprecato a dovere la mattinata.

Aprite il frigo per esaminare la cacciagione, tuttavia un penetrante e nauseabondo tanfo si impadronisce del vostro sensibile organo olfattivo, ricordandovi che “diconsi surgelati quei cosi freddi che si schiaffano nel freezer“. Compiaciuti per aver trasformato 2 euro in zaffate verde poltiglia, voltate lo sguardo al cartone delle uova, vostra ultima risorsa domenicale, ed inchiodando un post-it nel cerebro con su scritto “maledizione!“, sbattete il colesterolo a mò di frittata, scorreggiando impotenti verso il più invisibile pomeriggio.

Tutto ciò supposto, orsù a voi il compito di trarre le vostre dottrinali, pregnanti, incontrovertibili conclusioni.

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