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il salvADAMaio

25 Aprile 2007

Il Salvadamaio -POST LUNGO-

Ogni tanto ho accennato a come io sia diventato bravo a risparmiare, dalle bollette al supermercato, dai vestiti ai viaggi…insomma oggi vi svelo i miei trucchi! Si comincia con

LE BOLLETTE

 

Il Gas: accendo il riscaldamento quando comincio a sentir freddo col maglione. Il massimo è a 19 gradi, tanto la casa non deve mica essere una sauna! Il minimo è a 17 e così la bolletta cala e cala. Per ogni grado in più si consuma 10-15%in più, lo sapevate? Per il ricambio d’aria, apro tutte le finestre 5 min insieme la mattina poi la sera d’inverno. D’estate invece non c’è problema di freddo e dunque il consumo di gas è al minimo.

L’elettricità
: Lampadine a risparmio energetico, e le luci accese solo se realmente serve, non ha senso tenere in casa il luna park quando non si sta leggendo o studiando ad esempio. Gli Standby di ogni apparecchio sempre spenti. Uso la TV solo al massimo 1 ora al giorno, DVD se serve sennò è staccato. Il frigo va sbrinato prima che si accumuli ghiaccio sennò consuma di più, pulisco la serpentina e non metto alimenti caldi dentro. Limito il ferro da stiro al massimo, evitando di stirare tutto quello che non ha molto senso stirare. Nel PC uso l’opzione di risparmio energia.

 

Acqua: diffusori ai rubinetti, la doccia non a palla, lavatrice solo a pieno carico ed il gioco è fatto!
Rifiuti: beh qui riciclo carta, plastica, vetro, barattoli e dunque il comune mi dà un bonus…
Condominio: c’è poco da fare se non andare a litigare in assemblea. A volte bisogna far valere le proprie ragioni quando ad esempio vogliono spendere 2000 euro per la statuetta della Madonna in cortile oppure per scrostare la muffa sul muro delle rastrelliere…insomma alcune cose non è che siano proprio VITALI.

 

IL SUPERMERCATO

 

Allora… merendine: 0 –> a colazione prendo latte scremato, caffè, fettabiscottata con marmellata. Compro quella che al KG costa meno.
Dolciumi, biscotti, caramelle: pochissimi –> se ho voglia evito le confezioni da 6 biscotti 3 euro ovviamente.
Latte, yoghurt, uova –> Compro il latte a 44cent la confezione da 500ml, le uova le mangio di rado e lo yoghurt pure.
Formaggi –> Non mangio formaggi, sono ricchi di grassi e costano moltissimo.
Panetteria –> Al pane non rinuncio, compro quello a fette così lo congelo fetta per fetta in questo modo mangi una porzione “giusta”. Invece quando c’è tutto davanti puoi mangiarne anche il doppio senza accorgertene :)
Salumi –> Non ne mangio perchè costano e sono zeppi di grassi.
Pesce e Carne –> Non ne mangio dato che costano un accidenti. Il pesce neanche mi piace, la carne sì perciò una volta al mese al massimo mi compro gli hamburgher oppure la carne tritata per fare le polpette.
Scatolame –> Niente tonno, costoso e grassissimo; sì a legumi di ogni tipo, economici e nutrienti; no a maionese e salse, no all’olio (1 bottiglia di olio mi dura 3 mesi).
Saponi e igiene personale–> Taglio i capelli a zero così non spendo nè per il barbiere, nè per shampoo, nè per gel. Con la barba più lunghetta evito anche le costosissime lamette usa e getta e la accorcio con la macchinetta. Dentifricio, sapone, intimo, docciaschiuma: ogni volta che c’è un’offerta speciale acquisto il prodotto in offerta, anche se non è la “mia marca”.
Surgelati –> il trucco è guardare il prezzo al kg, per cui si può acquistare vaschette di gelato, pizze surgelate, minestroni, piatti pronti ecc in modo conveniente puntando sul prezzo al kg…provate!
Carta igienica, detersivo –> La carta igienica serve solo a una cosa e che sia bianca o piena di fiorellini svolazzanti non cambia nulla se non che quella bianca pago 90cent, i fiorellini 2e40. I detersivi dello scaffale più in basso puliscono uguale.
Bibite e acqua –> Bibite in offerta speciale, senza caffeina. Acqua solo del rubinetto ormai da anni. Una brocca in frigo e via.
Pasta, riso –> OFFERTE SPECIALI.
Frutta, verdura –> Mangio tantissime mele, acquistate nelle confezioni enormi ed economiche. Non ha senso per me acquistare 10 nespole a 4 euro, oppure 4 pere a 3 euro. Idem per le verdure, faccio attenzione al prezzo al kg, e acquisto quella di stagione che è più economica.

 

TUTTO IL RESTO

 

Non ho l’auto.  In città vado a piedi.
Non viaggio se non da Parma a Modena 1 volta al mese, in treno.
Non vado mai a cena fuori, nè per aperitivi nè per altro: la vita sociale costa ed anche ammesso che abbia i suoi indubbi vantaggi può senz’altro prosciugarti il portafogli.
Abbigliamento: acquisto qualcosa solo se effettivamente ne ho l’esigenza, altrimenti non mi interessa sfilare per strada e le magliette di 3 anni fa funzionano lo stesso. Vado ai grandi magazzini o al mercato e non mi sento un pezzente solo perchè non ho l’autografo di qualche stilista sulla chiappe.
Libri-riviste-cd- ecc: vado in biblioteca, che è gratis, oppure per bancarelle.
Telefono: non avendo amici non lo uso granchè. In passato ho consumato schede e schede e ricariche e ricariche. Adesso davvero non potrei permettermi questo lusso. Spesso al telefono si dice l’ovvio, o ciò che può essere detto dal vivo dopo 5 minuti a costo zero.

 

Questa parte “tutto il resto” adesso farà storcere il naso a molti, immagino. Non dico mica che sia un tipo di vita che può andar bene a tutti. Dico solo che chi campa con 400 euro fa delle scelte, e che a me non pesa non andare a fare i weekend a Londra, uscire ogni sera o fare jogging senza ipod!

ho scritto un libro

22 Marzo 2007

Mamma non ha fatto le scuole, l’hanno mandata a lavorare che aveva 8 anni, ma da grande si è messa a leggere e leggere e leggere. Ha letto Moravia, Pasolini, Proust, Sartre, Levi, Pascal, altri ancora. Ma non ha mai studiato, non ha mai saputo come si fa. Le sarebbe piaciuto, sì, ma è ancora lì che lavora, lavora, lavora.

Quando ero nel pancione mi leggeva i libri, al punto che io stesso ho imparato a leggere l’alfabeto ad 8 mesi, ero praticamente un neonato, a 2 anni leggevo i fumetti. Ero un bimbo prodigio, alle elementari le maestre non sapevano cosa fare. Poi le cose succedono, ed il tempo passa.

Circa un anno e mezzo fa ho pensato che sarebbe stato bello far studiare mamma, non perchè ne abbia bisogno, ma perchè non ha potuto scegliersi la vita che avrebbe voluto, ed è una cosa che ti senti in catene quando ti capita e ci puoi star male da morire, solo che lei non è morta, almeno non da un po’ di anni a questa parte. Allora ho preso in mano Dante e poi canto per canto, riassunto dopo riassunto, terzina dopo terzina, ogni settimana col msn le ho mandato 3-4 pagine.

Una specie di sussidiario, la Commedia a fascicoli, non per ridere ma sul serio, ogni invio ci ho lavorato 2-3 ore, ed è durato 50 settimane: un anno. E le è piaciuto da pazzi, il Paradiso soprattutto. Come è contenta quando riesce a rispondere alle domande del milionario, quando segue Benigni che recita, quando qualcuno cita un nome che ora lei “ha studiato“!

E dopo Dante Petrarca, Decamerone, Orlando Furioso, ora Il Principe…ogni mattina accendo il pc e faccio un paio di paragrafi, il sabato entro in msn a volte per 5 minuti, perchè mando i file a papà, lui li stampa, e mamma li legge. E a mia insaputa poi mamma ha fatto rilegare i fascicoli che le ho mandato sulla Commedia, e ne ha fatto un libro, poi me l’ha regalato e ora ce l’ho qui sugli scaffali.

E così ho scritto un libro.

A casa di Adamo

15 Marzo 2007

A casa mia

Dopo lunga assenza, riprende l’amata rubrica dedicata alle case più belle d’Italia, agli arredamenti più chic e raffinati, alle atmosfere più calde ed accoglienti.

Questa volta desideriamo proporre ai nostri ineffabili lettori un momento di domestico confort e benessere: una pratica ed innovativa cucina dal design curato ed accattivante.

Sulla sinistra notate la funzionalità della cappa aspirante, pratico apparecchio che ingloba i più nauseabondi effluvi e restituisce in cambio l’odore di pane sfornato, la fragranza della cannella, la freschezza del limone appena colto.

Aperte ed esposte alla vista dei nostri raffinati e vezzosi lettori, ante di pregiato legno propongono i più preziosi tesori casalinghi: barattoli per riporre la pasta ed il riso, in plastiche discrete, pratiche ed igieniche; servizi di piatti che fanno impallidire le più blasonate porcellane di Limoges e di Sevres, utensili in acciaio sfavillante di riflessi e portentoso nella resistenza all’usura.

Una cucina in cui c’è vita, in cui persino un prezioso esemplare di scindapsus ha trovato il più ideale degli habitat, colorando con le sue verdi foglie ogni pietanza, di cui virtualmente la redazione intende modestamente offrire un assaggio a tutti i suoi graditi lettori.

A casa di Adamo

28 Novembre 2006

Casa miaProsegue il tour virtuale tra le mie 4 mura. Stavolta è il turno dell’angolo numero 3, descritto come di consueto in vezzoso rococò :

…domina il legno in questo scorcio accogliente e vissuto: calde tonalità si inseguono e si moltiplicano in un placido “benvenuto” all’ospite cortese. Notate la funzionalità dei cubi lignei, prodighi di spazio, imperiosi nel design, capienti di note e di suoni delicati.

Notate altresì, gentili lettori, la nonchalanche con la quale sono disposti gli oggetti sul ripiano, un’ armonica stesura fa da contrappunto all’imperiosa centralina isdn: libri in pila in attesa di tornare in biblioteca; caramelle in barattolo; bollette da pagare e bollette già pagate sapientemente adagiate accanto al nevralgico apparecchio telefonico.

Sulla sinistra, fa capolino il giallo orrore del bidone della plastica, simbolo inquietante del rapporto città - contribuente, sublime dissonanza che traferisce ed in sè accumula le oppressioni e le angosce di una società da riciclare.

Ma cos’altro raccontarvi che non possa essere penetrato dalla vostra acuta vista, o morbidi lettori? Tacerò della giacca appesa con stanca silhouette, tacerò delle fragranze del roseo poutpourri, per congedarmi graziosamente dandovi l’arrivederci al prossimo appuntamento.

Al rallentatore

5 Novembre 2006

La tazzina del caffè trasuda una macchia circolare sul tavolo, sembra l’orbita di un pianeta per cui la lascio stare al suo posto per un po’, affascinato. Mi piace vedere lo zucchero che si rattrappisce nella tazza, e mi piace il rumore che fa il barattolo del caffè quando lo ripongo nello scaffale.

Fa freddo, me ne accorgo perchè al risveglio mi scopro a pezzi, prima le spalle poi il torace poi le gambe, e la pelle mi segnala coi brividi che ora è. Ho l’abitudine di dormire in boxer e t-shirt, il pigiama non lo uso spesso, perchè se nel sonno mi giro mi si incastra dappertutto ma in particolare dapperpropriolì…

Una cosa bella del vivere da solo è che le cose restano al posto in cui le ho lasciate. E’ come vivere in una scenografia teatrale, come in un quadro nel quale io sono l’unico che si muove. Le pieghe sul divano, quella foglia caduta che ho scordato di raccogliere, l’ammasso di riviste sullo scaffale, i fili del pc, la tenda scostata, tutto è immobile ed in attesa. A parte le lancette dell’orologio, a parte gli insetti e a parte le foglie che seguono il sole, casa mia “sta”.

Sono uscito a fare una passeggiata nel freddo, poco fa, mi piace udire i miei passi sulla strada ancora inviolata dalle auto, ed è bello percepire il passaggio del sabato sera che è appena trascorso, come se la sua ombra fosse rimasta ancora impressa sull’asfalto. Non sono mai solo, altre persone amano questa quiete e questo momento, questo sole sghembo, l’odore dei bar e del risveglio, questa solitudine che non pesa.

A casa di Adamo

3 Novembre 2006

…ma osserviamo attentamente la disposizione dei vellutati cuscini sui raffinati tessuti orientali ed ammiriamo la capacità di creare forme geometriche che mirano a carpire l’essenza stessa della morbidezza e della comodità.

Desiderio di trascendenza e di verticalità nell’artistico mobile piramidale,  che ospita preziosi vegetali e manufatti di squisita fattura. I 2 berretti che apparentemente coprono buchi nell’intonaco sono disposti con sapienza e tecnica.

La luce bianca che penetra dalla finestra illumina la delicata stampa, creata in un numero di esemplari bassissimo dato il costo spropositato dell’autore, sconosciuto ai più ma ben noto tra i culturi della vera Arte. Infine, il termosifone, oggetto di design e utile alleato invernale combina in maniera pregevole il concetto di bello e di utile regalando all’atmosfera di questo appartamento calore e tranquillità.

Per chi fosse interessato ad approfondimenti, consigliamo di sfogliare il catalogo;
nel congedarmi auguro a tutti i lettori una piacevole giornata, e do loro appuntamento alla terza puntata di questa serie così glamour.

duecento

17 Ottobre 2006

ahahah 200 post, incredibile ma ci sono arrivato! saranno pochi saranno molti? bah, fatto sta che è una cosa spassosa pubblicare ogni giorno facezie, la storia di 4 passi, ricordi e foto. Ma devo confessare che mi piace anche tanto leggere i commenti ed i blog di tanti nuovi amici, che fanno clic sulle mie 20-30 righe di bla bla bla.

soltanto quattro mesi, ma sono già arrivato ad inanellare tanti piccoli frammenti di questa webcarta che non si strappa, e che non posso cancellare, perchè ormai qualcuno li ha raccolti e conservati nella propria memoria! è questo il bello del blog, la parte che lo differenzia dal diario col lucchetto, e cioè che non è solo tuo, ma di chi ti commenta e ti legge. Bravo me che sto riuscendo a continuare questo rapporto virtuale ed affascinante con la mia pazza mente (e con le altrettanto folli VOSTRE menti :-) ) che si piazza al secondo posto nella classifica di durata dei miei amori di sempre ahahah…beh esagero come al solito.

Ma adesso andiamo avanti verso la cretinata numero vattelapesca, man mano che ne scrivo aumenta la voglia di sfornarne altre :-) sarà che la fantasia mi aiuta abbastanza, sarà che la faccia tosta di sparare  una cazzata dopo l’altra non mi passa ancora, insomma faremo ancora più di una chiacchierata, mi sa.

Quasi quasi chiudo il post delirante, ma… manca ancora una piccola parte…una sorpresa!
aaaah pietà con sta sorpresa!” - vi sento gridare… ahah bravi avete fatto bene a lamentarvi, tanto la sorpresa è una di quelle che ha una specie di caccia al tesoro incorporata. L’avete già scartocciata?

A casa di Adamo

12 Settembre 2006

Casa... Benvenuti a casa mia! Questo è il primo pezzetto, ma tremate: ne vedrete altri :-)

Ed ora… la descrizione.

Quest’esempio di raffinatezza ospita pregiate collezioni di volumi di arte, acquistati al costo di migliaia di centesimi da librai di antica tradizione di polvere sugli scaffali.
Morbide volute di riviste si susseguono pigramente nei ripiani inferiori, accompagnate da preziosi tomi deliziosamente presi in presto dalle biblioteche più chic del paese.

A dare un tocco di colore uno splendido esemplare di Scindapsus, vegetale dalle foglie tumide e generose di clorofilla. La libreria è un pregevole mobile risalente al secolo scorso, dipinta a mano con accorta pigrizia da inconsapevoli artisti napoletani trapiantati a Parma. Questo scorcio di mistero si apre su una finestra delicatamente chiusa per bloccare i raggi del sole mattutino. Le imposte sono di legno (fu) massiccio e costoso, perchè a nessun prezzo si può trovare un ricettacolo di insetti così ordinatamente realizzato a portata di davanzale. E’ d’uopo segnalare la presenza di due antichissime stampe novecentesche, raffiguranti paesaggi rilassanti e realizzate in tecniche sperimentali.

In definitiva, lusso e semplicità convivono nel palpitante angolo d’aria che vi proponiamo in foto, già imitato e copiato dagli arredatori di mezzo mondo, e che ora è possibile ammirare grazie alla paziente cortesia del proprietario.

Posso sedermi?

2 Agosto 2006

Ero felice come mai lo ero stato. Strafelice. Se io fossi un miglior scrittore, potrei forse osare di descrivere come io mi sentivo in quella mattina di sette anni fa, ma fallirei comunque, anche se in maniera meno clamorosa. Posso accontentarmi di ricordare, e ripensare al momento in cui aprii gli occhi, e sentii un peso sul cuore, che mi diceva: “ora capisci perchè si vive”.

Qualche ora prima, mi trovavo in discoteca, indossavo un pantalone nero, una camicia rossa, uno sguardo felice ed un sorriso disarmante, e pensavo a divertirmi e a ballare, libero. Decine di occhi mi fissavano, io mi godevo l’illusione di essere considerato bello, perchè era proprio così che mi sentivo.

Poco dopo la mezzanotte, mi allontanai dalla pista stracolma guardandomi distrattamente intorno. Il bar era preso d’assalto, nel boschetto si aggiravano decine di ragazzi in cerca di compagnia. I miei amici conversavano dall’altro lato del locale. C’erano tantissimi ragazzi, ma a me ne piaceva uno. E quell’uno  sedeva ad un tavolo, da solo, e mi osservava con uno sguardo sereno. Gli occhi celesti brillavano intelligenti, ed era bello sostenerne lo sguardo. Sedeva solo, disinteressato alla folla. Aveva un’aria sicura e rassicurante. Mi appoggiai ad una ringhiera poco distante, e ricambiai i suoi sguardi azzurri con una sfacciata insolenza. Quella notte mi sentivo bene. Lo vidi muovere la mano sul tavolo, a sfiorare il vuoto, ma non si alzò. Lui stava lì.

Mi girava la testa. Mi pareva di essere in una sala vuota, nella quale c’era solo un uomo seduto ad un tavolo. La gente mi passava accanto, mi parlava, sorrideva ma non esistevano. Eravamo io e lui, che ci guardavamo negli occhi, a distanza di 5 metri, negli occhi, senza parlare ma dicendo molto. Sospirando, mi  mossi e andai al suo tavolo: “posso sedermi?”, chiesi. Sorrise.

Tosaerba automatico

11 Luglio 2006

Uno dei passatempi più rilassanti di questi giorni è osservare in azione il tosaerba automatico dei miei vicini. Abito al terzo piano, e se mi affaccio alla finestra vedo uno splendido giardino, con una delicata vasca per i pesci rossi, e siepi ben potate. Ghiaia e sentieri in ordine, piante verdi e fiori che sembrano usciti dalla cornice del Decamerone.

I miei vicini o meglio dirimpettai sono una coppia di anziani, che si godono la casa da poco ristrutturata. Da qualche tempo hanno acquistato un marchingegno diabolico, un verde tosaerba automatico che sembra un piccolo motoscafo. Schiacci il pulsante e l’aggeggio parte: se incontra ostacoli fa marcia indietro e poi si volta random di un certo angolo, in modo che col tempo percorre tutto il giardino.

E’ rumoroso, ma un rumore monocorde, pertanto ci si abitua e non è fastidioso, diventa un sottofondo, un po’ come il traffico o la tv lasciata accesa. Ogni tanto mi affaccio e lo guardo in azione, scommettendo tra me e me su quale percorso compirà, e di rado indovino…

Ieri il povero tosaerba si è incastrato tra la vasca dei pesci rossi e il muro. Praticamente nel suo vagabondare si è avventurato in una specie di corridoio, 1 metro e mezzo che separa il lato piccolo della vasca in mattoni ed il muro dove sono depositati rastrelli, zappa ed altri attrezzi. E’ una zona povera di erba e piena di ostacoli, così il malcapitato motoscafo verde faceva marcia indietro ogni 20 cm, ma non beccava mai l’angolo giusto per divincolarsi! Un giro di 30 gradi e poi “crash!” sui mattoni; marcia indietro, giro a destra e poi “patatrac!” sul rastrello! E’ andato avanti così per un po’ mentre io dall’alto tifavo per l’angolo giusto… finalmente l’ha trovato ed ha infilato una morbida striscia d’erba, poi ha attraversato la stradina di ghiaia ed è scomparso nel lato di giardino che non posso vedere.

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