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500post: c’è da festeggiare

13 Ottobre 2007

Wow 500 post. C’è da festeggiare!
Che poi ho visto in giro altri blog che hanno adottato il mio sistema di numerazione (basta fare un po’ di ricerche che ci vuole), e quando uno viene copiato è comunque una lusinga!

Ma veniamo a noi e alle cose serie: ho sostenuto l’orale -evviva- in una giornatina niente male…la mattina dall’ansia avevo mal di pancia forti, d’altronde erano 7 anni che non facevo un esame, e col tempo anche se acquisti sicurezza, aumenta pure la consapevolezza di non poterti più permettere errori, perchè poi le chances non si ripresentano.

ovviamente non sono riuscito a fare granchè, e mi sono proiettato girando in tondo per la casa al momento del treno, verso le 1230. che poi ho messo la camicia beige.

l’aula degli orali era nascosta alla fine di un labirinto soviet con la puzza di ospedale, dove di tanto in tanto avanzavano tra i voltmetri esangui ricercatori dai camici svolazzanti. i 27 dell’elenco si sono appollaiati sulle 4-5 sedie scambiandosi fette d’agitazione. io ho chiacchierato un po’ qua e un po’ là, e come mio solito ho sdrammatizzato.

poi è arrivato il mio momento, in commissione c’era una giovanissima chimica, un austero biologo ed una sanguigna geologa. La geologa ha esordito con una domanda articolata che vi confesso non ho capito neanche adesso, però devo aver blaterato qualcosa che si avvicinava alla risposta, per cui tra mille ramanzine ho almeno rotto il ghiaccio.

la chimica ha sparato una domandona trabocchetto di quelle coi pali acuminati, però hurrah la sapevo, ed infatti si è ritenuta soddisfatta abbastanza velocemente. il faccia a faccia col biologo ha avuto risvolti tragicomici. il mio modo di fare ha un suo appeal non su tutti, e c’è chi aborrisce a vedere uno che si prende in giro da solo mentre è alle prese con un siffatto colloquio. diciamo che alle domande ho risposto a sufficienza da garantirmi una certa sicurezza.

ora l’esito si saprà più avanti. dato che le prove erano a porte chiuse potrebbero mettere i voti perfettamente a casaccio e nessuno potrebbe dimostrare proprio un bel niente. perciò dovessi vedere un 18/30 dovrei star zitto almeno quanto alla visione di un 30/30 o quant’altro. evitando qualsiasi supposizione al riguardo, mi limito a questo punto ad aspettare, ed a fine mese ne saprò di più!

4×4

4 Aprile 2007

Oggi è il 4-4,
sono al post 0404,
è il mio compleanno
pensate sia una coincidenza?

domani, 30 anni fa

18 Novembre 2006

Ricordo che nel periodo in cui scoppiò la Prima Guerra Telematica, 30 anni fa, avevo un blog in Splinder: a colazione leggevo i commenti, scrivevo un nuovo post e iniziavo la mia giornata soddisfatto. Ricordo che il Nemico cominciò a formattare in autunno, ogni giorno qualcuno perdeva il suo blog, la gente alzava le protezioni degli hard disk, ma era inutile. Splinder si alleò, promise, provò, tentò e si difese, ma il Nemico continuò a distruggere e formattare.

Dopo poche settimane di Guerra, Splinder ordinò il coprifuoco per manutenzione fino a mezzogiorno, sparirono tutte le foto, sparirono tutti i video di youtube (e fu una strage di blog), si limitarono a 5 i commenti per post, si fece insomma tutto il possibile per lasciare meno spazio al Nemico. La sera, dopo le 2 ore di apertura che ci concedevano, quando spegnevo il pc mi chiedevo se il giorno seguente avrei ritrovato le mie pagine ancora in vita.

Quel pomeriggio di 30 anni fa stavo mangiando un’arancia e commentando un amico. Quando feci clic sul mio link trovai il template scolorito, l’archivio distrutto, decine e decine di post scomparsi e altri ridotti a un ammasso illeggibile di bit: il Nemico aveva formattato casa mia.

Mi aveva cancellato pezzi di vita, si era portato via i miei gesti, i miei ricordi e i miei pensieri di mesi. Quella parte di me che era nascosta tra le mie pagine era stata uccisa, e mi accorsi proprio allora di quanto tenessi al mio blog. Provai per un istante l’impulso di non scrivere mai più, ma non riuscii, non era giusto. Mi dissi che potevo -no- che dovevo continuare, così tornai in home page e scrissi: 1 - Si riparte.

duecento

17 Ottobre 2006

ahahah 200 post, incredibile ma ci sono arrivato! saranno pochi saranno molti? bah, fatto sta che è una cosa spassosa pubblicare ogni giorno facezie, la storia di 4 passi, ricordi e foto. Ma devo confessare che mi piace anche tanto leggere i commenti ed i blog di tanti nuovi amici, che fanno clic sulle mie 20-30 righe di bla bla bla.

soltanto quattro mesi, ma sono già arrivato ad inanellare tanti piccoli frammenti di questa webcarta che non si strappa, e che non posso cancellare, perchè ormai qualcuno li ha raccolti e conservati nella propria memoria! è questo il bello del blog, la parte che lo differenzia dal diario col lucchetto, e cioè che non è solo tuo, ma di chi ti commenta e ti legge. Bravo me che sto riuscendo a continuare questo rapporto virtuale ed affascinante con la mia pazza mente (e con le altrettanto folli VOSTRE menti :-) ) che si piazza al secondo posto nella classifica di durata dei miei amori di sempre ahahah…beh esagero come al solito.

Ma adesso andiamo avanti verso la cretinata numero vattelapesca, man mano che ne scrivo aumenta la voglia di sfornarne altre :-) sarà che la fantasia mi aiuta abbastanza, sarà che la faccia tosta di sparare  una cazzata dopo l’altra non mi passa ancora, insomma faremo ancora più di una chiacchierata, mi sa.

Quasi quasi chiudo il post delirante, ma… manca ancora una piccola parte…una sorpresa!
aaaah pietà con sta sorpresa!” - vi sento gridare… ahah bravi avete fatto bene a lamentarvi, tanto la sorpresa è una di quelle che ha una specie di caccia al tesoro incorporata. L’avete già scartocciata?

Uno

28 Giugno 2006

Uno

Primo post: ci si aspetta che sia originale… beh, questo non lo è.
E’ scritto sottovoce, e va letto ad occhi chiusi.

A come Adamo è (molto) poco, sarà (forse) di più: è una mente dentro 4 mura; un urlo senza suono; un gatto che dorme; un carrello della spesa; una sequenza di numeri.
A come Adamo è un nome che spinge a facili battute; un infinito susseguirsi di tanti inizi; una pianta che vive con 2 gocce d’acqua; un libro di cui non leggeremo mai l’ultima pagina.
A come Adamo è per chi lo legge; per chi non sa che esiste nè mai lo saprà; per chi ci capita per sbaglio e non ci torna più; ed è per me, che son tutto per me.

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