Posts Tagged ‘capodanno’

SOS

3 gennaio 2008

S.O.S. calendario!!!

Ehm è grave? Non ho ancora un calendario in casa, per la prima volta dal 1991, e dunque non so che giorno è. O meglio, lo so, però se non strappo la paginetta vado in corto circuito…
le agendine elettroniche, il calendario di windows, nossignore no… io mi sono abituato a strappare la paginetta del giorno vecchio come prima cosa del giorno (dopo altre che non svelerò) e ora non trovo il calendario in nessuna libreria: malvagi parmigiani che li avete comprati tutti!

S.O.S. è già l’una

Ed io ho fatto zero cose di quelle che dovevo fare. Cioè 1, ma orrenda e cioè acquistare l’abbonamento del treno, perciò non conta. Mi ci vorrebbe una specie di plugin nel cervello per aumentare la mia organizzazione, che a dire il vero è penosa almeno quanto la piccola fiammiferaia. Tutta colpa del calendario, scommetto!

S.O.S. recupero di chimica

Mai fatto in vita mia un esame il 4 gennaio, ma non è una di quelle esperienze che uno sogna di fare. Il merito è della illustrissima pregiatissima clarissima direttrice della mia scuola di specializzazione, che ha deciso che anche se siamo laureati, ed abbiamo superato un esame orale ANCHE in chimica, dobbiamo ugualmente “recuperare”. Così ci ha appioppato una risma di slides, e domani vado a mettere qualche crocetta sulla lettera B.

S.O.S guanciale cervicale

Se c’è un fisiatra in ascolto, in ginocchio supplico consulto telematico con tanto di lenitivi effluvi. Mi serve un cuscino nuovo, o un collo nuovo. Pago anche il ticket, e regalo tutti i doppioni di figurine dell’album di dottor House.

Perciò si alzò

2 gennaio 2008

L’aria entrò fredda e violenta dalla finestra aperta. Le tende flapparono nella solitudine della stanza, scompigliando i fogli lasciati sulla scrivania. Invisibili goccioline d’acqua gli bagnarono il volto, ma nel buio nessuno le avrebbe notate, per cui lasciò che il gelo gli riempisse i polmoni, lentamente. E poi si lanciò nel vuoto, senza mai toccare terra.

La luce arancione si mischiava all’odore di carne. Si era tolto le scarpe e si massaggiava i piedi nei calzini di spugna. Sul tavolo, una birra e del pane; qualcuno alla tv. La grata della finestra dava sul marciapiede, ma solo in pochi, passando, sbirciavano all’interno. Passò il capodanno sperando di sorridere al primo che l’avesse osservato.

C’era tanta folla con gli occhi all’insù, a guardare i fuochi colorare il cielo di rosso e di giallo. Gli sguardi pietrificati e sorrisi alcolici, le orecchie colme di buoni propositi. Tanta felicità fluttante nell’aria, nessuno che riuscisse realmente ad afferrarla. E ancora rosso, nel cielo, e giallo.

Si era messo il vestito buono, ed aveva cenato in salotto. A lei l’odore di muffa non dava fastidio. Aveva alzato i termosifoni e poi si era appisolata poco prima della mezzanotte. Lui le aveva detto che sarebbe tornato, per cui rifiutava di credere che potesse averle mentito su una cosa simile. Ci sperava ogni capodanno, da 30 anni. E se non questo, sarebbe tornato il prossimo anno. Perciò si alzò per sparecchiare.

Lunedissimo

2 gennaio 2007

Quanto schifo fa il 2 gennaio? Alzi la mano chi è nato il 2 gennaio e dica se è contento di festeggiare il compleanno proprio quando tutti hanno la nausea di festeggiamenti! Il 2 gennaio gli addobbi natalizi sembrano una spiaggia il 2 di settembre, sono stonatissimi. E poi mentre in dicembre c’è l’aria rossonatalizia in gennaio c’è un’arietta biancosfigata. Oggi cominciano tonnellate di buoni propositi destinati al fallimento, c’è un giorno più insulso di questo?

Poi una cosa che davvero non sopporto è che almeno fino al 15, ancora non ci si abitua a dire “l’anno scorso” e c’è una specie di disorientamento cronologico che si sopporta peggio del mal di mare. Le povere mamme che fanno figli il 2 si son perse il capodanno ma neanche escono nel telegiornale come prime mamme dell’anno. E poi 1/1/qualcosa è ben diverso da 2/1/qualcosa.

Adesso poi va a finire che siete nati tutti il 2 gennaio e mi riempite di insulti e vabbè fate pure. Il 2 di gennaio tutti i negozi son pieni di cose che nessuno ha comprato, e i negozianti sono più stanchi dei maratoneti. Gli spazzini passano il tempo a raccogliere gli scarti dei botti e nei quotidiani ci sono 30 pagine di oroscopo in più.

Non so, datemi qualche buon motivo per amare un giorno così agghiacciante come questo: un lunedissimo senza precedenti.

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