candelotti
7 Novembre 2007
Dopo lo choc olfattivo del post precedente, ogni stratagemma era buono per non scompensare. Così ho dato fondo alle mie colorate candele Co.Import, che ogni tanto compro per sentirmi un bell’ometto casalingo.
A me queste candele piacciono perchè sono colorate, e poi mi piace la consistenza della cera. Quanto all’odore, faccio spallucce.
La verde è anonima e non profuma nè puzza. Tu l’accendi e poi ti scordi. La blu non so che odore dovrebbe avere, ma neanche Coco Chanel chaveva (wow che parola) il naso così delicato da sentirlo. La violetta presunta lavanda sparge odore di cassetto ammuffito, mentre l’arancione-presunti-agrumi a me sembra piuttosto il detersivo per piatti che ristagna sulla spugnetta.
Boh, carine son carine-niente di che, ma sugli effluvi direi che c’è da lavorare. Poi vabbè che se uno le fa sniffare a qualche sommelier con la puzzetta sotto al naso ti dice che c’è il retrogusto della cannella, della liquirizia e del cinnamomo. Ma avete notato che anche il più fetido tetrapak di vino per i sommelier sa di liquirizia e di vaniglia?
Tornando alle candele non le accendo mai tutte insieme, un po’ perchè mi sembra film horror, un po’ perchè il mix di odori è come una sniffata di ammoniaca, un po’ perchè mi sento in un loculo, sennò. Questo volevo dire.
C’era troppo casino per strada…qualcuno sbraitava, e poi un rumore di motore allucinante. Così mi affaccio e assisto a questo capolavoro.
Prosegue il tour virtuale tra le mie 4 mura. Stavolta è il turno dell’angolo numero 3, descritto come di consueto in vezzoso rococò :
…ma osserviamo attentamente la disposizione dei vellutati cuscini sui raffinati tessuti orientali ed ammiriamo la capacità di creare forme geometriche che mirano a carpire l’essenza stessa della morbidezza e della comodità.
Benvenuti a casa mia! Questo è il primo pezzetto, ma tremate: ne vedrete altri 