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Contiene ciò che accade all’uomo vintage

17 settembre 2011

L’uomo vintage ha scelto un cono non pretenzioso ai digeribili frutti di bosco e albicocca comunicandolo al gelataio con voce sicura. Facendo due passi verso la cassa ha sfilato con gesto misurato il portafogli dalla tasca della giacca doppiopetto di squisita fattura e ha estratto una ordinata mazzetta di banconote da 5 euro, riponendone una sul lucido vetro del banco, perfettamente dispiegata.

Il gelataio ha collocato il cono nel portaconi e l’uomo vintage ha preso le due monete di resto con la mano sinistra, il cono con la mano destra. Ha augurato la buona giornata al gelataio accompagnando le parole a un impercettibile inchino del busto, è uscito dal negozio e si è fermato ad ammirare la piazza vuota di gente ma non di storia, i ciottoli multicolori, il sole sul marmo rosa del placido monumento e ha appoggiato il piede destro sul primo gradino della simbolica costruzione, con un gesto calcolato ma del tutto naturale.

Il lucido di scarpe ha assorbito il raggio di sole con avidità, la calza di cotone d’un discreto grigio si è appena intravista, il medesimo delle diagonali della regimental dal nodo perfetto. L’uomo vintage ha lasciato cadere il braccio destro lungo i fianchi, le dita della mano unite come nelle foto dei governanti del G8. Senza strafare, ha consumato il suo gelato fino al bordo del cono, indi si è delicatamente sbarazzato del cono senza mai toccare il cestino dei rifiuti e si è deterso la fronte dal sudore, dacché il sole non cessava di mostrare la sua presenza.

Poco più avanti, i tavolini del bar fornivano un riparo grazie a una tettoia di giunchi. Immobili icone sacre spiavano i passanti dalla vetrina a cui sono eternamente destinate. Un turista tedesco ha letto il nome della via sulla lapide di marmo, poi ha abbassato il capo per trovare la corrispondenza sulla cartina. L’uomo vintage è entrato nel bar con una mano in tasca. Ha fatto un cenno di saluto con l’altra e si è recato senz’altro indugio al banco su cui giaceva il quotidiano locale. Non ha avuto problemi ad aprire il giornale senza incastrarsi con la catenella a cui è legato.

Il barista ha portato un bicchiere pieno a metà con un bicchiere d’acqua e alcune bollicine e l’uomo vintage l’ha ringraziato usando le parole più appropriate, esattamente al rintocco della campana.

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