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a morte la scienza

30 ottobre 2007

A morte le scienze

La libreria in cui spesso vado a respirare ha un commesso stronzo e uno scaffale sfigato. Quello dei saggi scientifici. Praticamente, ogni volta che arrivano scatoloni di nuovo materiale, li ammassano tutti davanti allo scaffale della scienza. Si forma una specie di muraglia cinese e non intravedi più nè Odifreddi, nè Stephen Hawking, nè i soliti libri allarmistici sull’acqua che scarseggia, neppure la mappa del cielo.

Già il posto è sfigatissimo, in fondo a destra del lato a destra in fondo. Ora io non è che guardo solo quello scaffale, anzi faccio i miei giretti anche nel fantasy, nella letteratura italiana, negli instant book e nei libri d’arte, però vedere interi corridoi tappezzati di libri di Osho che medita, della AntonellaClerici che cucina, di KenFollett e di StephenKing, beh, dico: “ok, va bene così, ma perchè vi accaanite con quello scaffale?“. Aggiungo anche “cazzo“, di solito.

Comunque il commesso pensa che dal momento che lavora in libreria ne sa di più della Montalcini, e così quando gli ho chiesto come mai sacrificassero sempre quello scaffale mi ha risposto che “ah beh è quello vicino al deposito, l’abbiamo messo lì apposta, tanto sono i libri meno venduti“.
E grazie ci credo che sono meno venduti, visto che nessuno li vede, coglione. (questo non glielho detto)

Tant’è vero che io me li compro sempre in un’altra libreria, dove sono a portata di mano, si possono sfogliare e non sembra che stai a guardare lo scaffale dei pornazzi in un’edicola notturna. Tiè.

Lucky day

8 febbraio 2007

E’ il mio giorno fortunato. Fortunatissimo giorno, un attimo e vi spiego. Dunque, si svolgeva oggi il mio rituale pellegrinaggio in biblioteca, per saccheggiare inchiostro. Alla bancarella dei libri vecchiotti, l’impiegata smaltisce l’annata 2005 del National Geographic. Con soli 6 euro (!) i miei scaffali si tingono di giallo.

Zainetto pieno, alla macchinetta del caffè mi accorgo di avere solo un’improbabile banconota da 10, temo per il resto, ma infilo i 10 ed incrocio le dita: dal distributore sgorgano un kinder maxi e 10 piccole monete da 1 euro. Il distributore non sa dare il resto, ma mi ha regalato un po’ di cioccolato!

Col sorriso fesso sulle labbra, mi siedo in treno, e di fronte a me prendono posto due occhi a raggi laser, con un sorriso più caldo dell’altoforno. Godendomi questo poster 3d, sfiorando lo sfiorabile e come in preda ad allucinazioni, 40 min dopo mi alzo per avviarmi all’uscita. Più avanti, una Repubblica ed un Corriere giacciono abbandonati, le pagine immacolate come uscite dall’edicola alle 7 di mattina. Non sono del superman, diventano miei.

Per strada, al ritorno, guardo a terra, con la speranza di trovare la maschera di Tutankhamen in un tombino, o almeno un diamante della Regina. Su un bianco muretto, trovo un elefantino di peluche, morbido e pulito. 50 metri più avanti, avanza una donna con un passeggino, così allungo il passo e restituisco il pupazzetto alla stanca mamma di una bella bimba che dorme.

E sono a casa, e la giornata non è finita.

Violetta

25 gennaio 2007

ViolettaStamattina ho comprato 3 libri su una di quelle bancarelle dove si trovano vecchi Oscar Mondadori con le pagine ingiallite, volumi raggrinziti con i caratteri dorati su pelle marrone, i gialli di Agatha Christie e gli instant books del passato.

Sono le cantine dei lettori degli anni ‘50 -’60, svuotate alla morte dei proprietari, oppure libri da troppo tempo lasciati a marcire in scatoloni accanto alle inutilità utili solo nei ricordi.

Ho preso uno Steinbeck, un Voltaire, un Pratolini spendendo 5 euro in tutto. Poi, tornato a casa, ho sfogliato quei libri, così tanto per ambientarmi un po’ nelle mie prossime letture. Sulle Cronache di poveri amanti c’era scritto “Marisa, 1966“. E tra le pagine, una violetta che mi ha commosso.

Ho acquistato un ricordo.

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