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il post trovato per caso

19 marzo 2010

Spostarono le tende per guardare i fuochi d’artificio ai lati dell’autostrada. Le auto passavano solo ogni tanto. Qualcuno festeggiava il capodanno al km 125. I fuochi rossi erano gonfi, i fuochi verdi erano veloci, i fuochi gialli lassù in alto. I bimbi erano deliziati. Si appannarono i vetri. La nonna dormiva sul divano, il gatto dormiva sul divano, lo zio dormiva sul divano.

Il piede sull’acceleratore. Altri 30km e poi a casa. Surgelati, forse un pezzo di torta, la doccia calda e tanto sonno. 31, 1 o 2 che importa. Tanto lei non c’è più. La gente è affacciata alla finestra per vedere i fuochi d’artificio. Le luci calde e il luccichio dell’albero di Natale. Chissà che hanno mangiato. Altri 25km, poi a casa. Ma sì, lo stappo lo spumante, lo stappo lo stesso.

Se ne doveva andare per forza. Le bimbe, quanto avrebbero voluto vedere più spesso il papà. Le aveva cresciute da sola, aveva aspettato a lungo e più a lungo. E poi ancora da capo. Aveva preparato un sacco di cene e buttato un sacco di cene. Raccontava la favoletta alle bimbe prima di dormire. Poi era andata via, ci era riuscita.

La principessa aveva i capelli più lunghi dell’arcobaleno. Li pettinava con un pettine di cristallo e cantava una canzone che faceva commuovere gli animali del bosco. Un giorno giunse un temporale buio e spaventoso e la principessa fece cadere il pettine di cristallo, che si ruppe in mille milioni di pezzi. La pioggia portò i pezzi di cristallo nel mare e sparirono per sempre.

“E’ già arrivata mezzanotte?”. Sì, nonna, è già arrivata mezzanotte.

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