Posts Tagged ‘neve’

Complemento di specificazione

6 gennaio 2009

Ai lati dell’impalcatura la neve forma strane figure. Le cartacce si ammucchiano in un angolo e riflettono la luce come se fossero piccoli pezzi di vetro. Passando, ascolto il suono di posate ed una sedia che si sposta, c’è un fioco chiarore che filtra da una tendina sdrucita, dietro una grata di ferro. Qualcuno parla in una lingua sconosciuta. Ancora non è mattino.

Sono sempre tentato di rimuovere i mucchietti di neve che si accumulano sulle auto, ma mi piace vederle tutte così uniformemente candide e vaporose. Chiedo quasi scusa ogni volta che lascio le impronte sul prato. In queste mattine rimpiango di non essere più un bambino di 8 anni. Ed ecco, la solita vecchia, che va a sentire la messa.

Vorrei buttare il telefono nel fiume e sapere che giunge fino al mare. Lo vorrei lì, sul fondo, coperto di sabbia che lentamente si deposita. Lentamente, quieta, bianca, remota. Il silenzio di questa mattinata è quasi medievale. A pochi passi dal duomo si scrosta la vernice su grossi tubi di metallo e nell’aria si diffonde il ritmo delle campane. Le tegole sul tetto, vorrei colorarle, ma la neve continua a calare dall’alto.

Un giorno la mia casa sarà vuota.

il post in cui mi lascio nevicare

28 novembre 2008

Per quanto incredibile possa sembrare, anche qui a Parma la neve è bianca.  I fiocchi sono scesi tutti immacolati dal cielo come un camion di Pampers oppure un vagone di talco mentolato. Ovviamente in assoluto silenzio, tant’è vero che quando ho aperto la finestra sono stato colto alla sprovvista e quasi morivo accecato dall’albedo.

Il vecchio con la vitiligine si è messo a spalare, più che per necessità per lo sfizio di usare la pala prima della sepoltura del cane, invece il gioielliere con le orecchie panoramiche ha chiuso la porta e si è messo a lavorare su una nuova cornice. Negozio sfigato. Suor Luisa ha rovesciato il pattume nell’indifferenziata e le mamme hanno sgridato i figli Matteiii e Niccoloiii come al solito. La neve era diventata già croccante e sono uscito a comprare il pane.

Da quando mangio pane e acqua (letteralmente) la panetteria è diventata come Santiago de Compostela. Nel senso che ci vanno tutte vecchie con le peggio malattie, sarà forse perché è adiacente alla farmacia chissà, certo è che c’è una vecchia che per fare dalla cassa alla porta quando esce trova già la muffa sul panino.

A me piace alzare gli occhi al cielo e prendermi i fiocchi di neve in faccia.

Prima non lo facevo spesso perché pensavo che poi la gente mi sfottesse, ma dal momento che nevica così raramente e che ormai ho una certa età, le occasioni non me le voglio lasciare sfuggire più, almeno quelle che riesco a cogliere, dico. Così, all’angolo di casa mia, un posto da film dossier se vogliamo, (quante virgole aiuto) ho fatto come Madonna sulla copertina di True Blue e mi son lasciato nevicare.

Il vecchio con la vitiligine era entrato nel portone, il gioielliere è sordo e quella troia di Jackie non si sente da un paio di giorni. Se qualcuno m’ha visto, non m’ha sfottuto. Se domani nevica un’altra volta, io lo rifaccio.

Come la neve, sei

3 gennaio 2008

wow che nevicata

Non è forfora, non è cocaina e nemmeno polistirolo, allora che è? ma ovvio, la candida ed esagonale* bastarda umida neve. Ah, già la neve è bella la neve è buona, scusate.

Invece no la neve distrugge le scarpe, rallenta ogni passo, fa venire voglia di giocare a palle di neve (e ciò è un male perchè non so con chi giocare), e poi soprattutto doveva scendere a Natale, che faceva più telefilm americano**, non ora, che invece spacca i maroni peggio del diabete.

Comunque quella della foto è Parma. Cioè quella mini-parte-di-Parma che si vede se ti affacci dalla finestra numero 2 di casa mia. Che romanticismo di scenetta vero? Candida e soffice come la schiuma da barba, non ho poi realmente un motivo per odiarla, la neve. In fondo non è mica ferragosto. Avevo inziato così, da vero “duro” incazzato e finisco da vero “pappamolla” sdolcinato.

Che poi, capirai.

*si vede che sono un bravo professorino di scienze eh?
** con tanto di pentimento-conversione del protagonista cinico in protagonista sensibile, ovvio.

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