Complemento di specificazione
6 Gennaio 2009Ai lati dell’impalcatura la neve forma strane figure. Le cartacce si ammucchiano in un angolo e riflettono la luce come se fossero piccoli pezzi di vetro. Passando, ascolto il suono di posate ed una sedia che si sposta, c’è un fioco chiarore che filtra da una tendina sdrucita, dietro una grata di ferro. Qualcuno parla in una lingua sconosciuta. Ancora non è mattino.
Sono sempre tentato di rimuovere i mucchietti di neve che si accumulano sulle auto, ma mi piace vederle tutte così uniformemente candide e vaporose. Chiedo quasi scusa ogni volta che lascio le impronte sul prato. In queste mattine rimpiango di non essere più un bambino di 8 anni. Ed ecco, la solita vecchia, che va a sentire la messa.
Vorrei buttare il telefono nel fiume e sapere che giunge fino al mare. Lo vorrei lì, sul fondo, coperto di sabbia che lentamente si deposita. Lentamente, quieta, bianca, remota. Il silenzio di questa mattinata è quasi medievale. A pochi passi dal duomo si scrosta la vernice su grossi tubi di metallo e nell’aria si diffonde il ritmo delle campane. Le tegole sul tetto, vorrei colorarle, ma la neve continua a calare dall’alto.
Un giorno la mia casa sarà vuota.

