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contiene milioni, miliardi, triliardi di fiori bellissimi

19 gennaio 2012

La panchina era piena di sole e il legno scottava. Il vecchio chiuse gli occhi e riposò. Gli alberi nel calore del mezzogiorno fluttuarono come steli di erbetta fresca ai bordi di un ruscello, gli insetti intonarono la loro serenata ai piccoli fiori socchiusi, ai piccoli fiori timidi e ai piccoli fiori pieni del profumo dei sogni che non si sono ancora avverati. Il vecchio riposò mentre il cielo sopra di lui diventava un mare calmo e profondo mille kilometri e forse diecimila. Sentì il calore tra le rughe del volto, il sudore sul collo, il richiamo dei grilli, il fruscio dei cespugli. Sorrise e dormì sulle assi calde e segnate dai nomi di cento e più innamorati. Fluttuò tra gli alberi e insieme a loro, e andò via.

Vide i campi squadrati con le righe che affondavano nel terreno, i segni delle strade ferire l’armonia dei solchi, vide i binari sottili come graffi di carta e piccoli pozzi solitari e dimenticati, vide rocce pallide e alberi morti, macchie buie e fiumi fangosi, vide case, altre case, tetti, altri tetti, e vide prati con piccole margherite, sfrontati papaveri, cardi ai bordi dei marciapiedi e delicate malve. Ricordò le scarpe dei giorni di festa, la moneta nascosta sotto il sasso, il suono delle campane e l’odore della nonna. Si avvicinò alle margherite e ne raccolse una, strappandone un petalo meccanicamente.

Il sole era più vicino, più in alto, era solo per lui. Splendeva sulla piccola margherita rendendola brillante come oro fuso. Strappò il secondo petalo e si alzò il vento. Gli alberi, feriti, ulularono su di lui, facendolo rabbrividire. Una goccia di sudore gli cadde dalla fronte. Il vecchio aprì gli occhi da dentro le palpebre. Macchie rosse pulsavano su uno sfondo nero, diventarono color fuoco, poi arancioni. Piccoli raggi scuri lottavano per farsi strada al centro e una fiamma incandescente mandava le sue vampate verso l’esterno. Sparirono le margherite, le case, i tetti e i piccoli pozzi solitari. Aprì gli occhi.

Due innamorati erano sdraiati sull’erba e prendevano il sole tenendosi per mano, senza stringersi le mani. Le mosche ronzavano accanto ai loro indumenti. Una mamma sfogliava una rivista mentre la bimba faceva un piccolo mazzetto di fiorellini gialli. Due ragazzi si bagnavano i polsi alla fontanella e dietro gli alberi, in lontananza, una donna stendeva le lenzuola al balcone. Il vecchio sì alzò lentamente, e lentamente si incamminò verso casa. Nessuno badò a lui, nessuno gli rivolse la parola, nessuno si sarebbe ricordato di lui. Entrò in casa, e si chiuse la porta alle spalle.

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