Tre rintocchi
27 Aprile 2008La campana di notte è più solenne. Tre rintocchi, quando l’aria ti solleva i peli sul braccio e ti vengono quei brividi belli, quelli che sei solo tu e il vento. La fontana è stupida, la stessa acqua che scende poi sale poi scende poi sale: nessuno la beve nessuno la usa e dopo un po’ nessuno la guarda, ma tutti l’ascoltano e per un secondo si illudono di stare al mare, quando le onde accompagnano quelle passeggiate col cuore che ti batte e ancora non ti fa male.
A parte il buio la strada è come di giorno, vuota. Ma puoi assistere ai segreti della gente, ai loro sbadigli, alle luci dietro ai vetri che si spengono e poi si accendono. Auto che attendono portoni che si aprono, vecchi ubriachi che svoltano barcollando sulle loro biciclette sgangherate. Tu pensi che nessuno ti osservi ma c’è sempre qualcuno che osserva la stessa aria immota che stai a guardare tu. Gente che dorme e gente che fa l’amore, gente che è sola e gente che è sola, molto sola.
Il peggio è quando comincia a spuntare l’alba. Perché è proprio allora che ti vien sonno, ma ormai i pensieri sono andati avanti ed il letto è già sfatto. Non c’è libro che tenga, non c’è film, non puoi chiamare nessuno a quell’ora infame, uscire non puoi e neanche ti viene in mente di farti una sega. Hai sconfitto te stesso e da te stesso sei stato sconfitto, imbecille, ed ora chiudi gli occhi e dormi, se puoi: domani farà schifo, ma se sei fortunato non te ne accorgerai nemmeno.
Stanotte ho sognato di nuotare, e mi sono svegliato di buonumore. Ho aperto le finestre per cambiare l’aria, e faceva un freddo da freezer. Il caffè l’ho macchiato con un poco di latte. E’ finito, devo andare a comprarlo. C’è il bucato da stendere ed ho una giornata piena come un saccottino del mulino bianco. A volte, riesco a sentirmi felice come una quaglia che il cacciatore spara a quell’altra.
Stanotte ho sognato di volare, e mi sono svegliato tranquillo. Ho aperto le finestre per cambiare l’aria e sono rimasto affacciato finchè non mi è venuta la pelle d’oca. Il caffè era buonissimo. Dopo vado a comprare il latte, e poi c’è da fare la lavatrice. Ho più cose da fare oggi che negli ultimi 10 giorni.
Stanotte ho sognato di guidare, e mi sono svegliato con l’ansia. Faceva un freddo che ho messo la sciarpa prima di aprire le finestre. Il caffè è venuto su in un minuto, neanche il tempo di togliere il bucato dalla lavatrice. Ho una giornata zeppa come i camion di cocomeri. E per di più è finito il latte.
Stanotte ho sognato di correre, e mi sono svegliato stanco. Neanche volevo aprire le finestre per cambiare l’aria. Questo freddo di mattina lo odio. Persino il caffè non sapeva di niente. Ci ho messo il latte, ma è finito il tetrapak. Devo stendere quegli asciugamani. Ho una giornata piena come i buchi dell’emmental.