Posts Tagged ‘numeri’

552

29 novembre 2007

Ricordo numero 1 - novembre 2002 - 5 anni fa

A me lui piaceva. Aveva una voce splendida, riconoscevo il suo profumo anche dall’altro ufficio, e poi aveva delle cravatte bellissime. Ma mi piaceva lui, non le sue cravatte. Ma erano bellissime. Nella pochezza della mia vita d’allora imparai a riconoscere il suono dei suoi passi, ed il modo in cui scartocciava le cialde del caffè. Lo detestavo per il potere che aveva su di me. Ma mi piaceva.

Ricordo numero 2 - novembre 1997 - 5 anni prima

Avevo un numero da chiamare. Non sapevo come e perchè ma non sapevo niente. Era come quando si inceppa il dvd, l’immagine si blocca e poi dopo 10 secondi avanza a velocità doppia. Le parole non si sovrappongono al labiale e i gesti sembrano scoordinati e buffi. Ma almeno non ero più in standby.

Ricordo numero 3 - novembre 1995 - 2 anni prima

Si può amare tanto un cagnolino al punto tale da pensare che lui lo sappia? Perchè se tutto ciò che ti pare di avere è il momento in cui sei da solo in casa con lui, e ti confidi, allora anche questa domanda ha un senso, o niente ha senso.

Ricordo numero 4 - novembre 1990 - 5 anni prima

Il mio migliore amico era molto popolare. Di quelli che quando vanno ad una festa tutti lo salutano. Di quelli che tu sei solo uno accanto a lui. Di quelli che gli stringono la mano e ti lasciano con la mano tesa, ignorandoti.

Ricordo numero 5 - novembre 1985 - 5 anni prima

Per la prima volta, un voto sotto il 6. Nessuno a cui dirlo. A che serve lamentarsi quando la gente ti muore accanto? Ed amici con cui mi trovavo male. Ma lamentarmi, no e poi con chi. E poi se lo fai, ti dicono che non devi. Ma perchè la gente ti dice sempre cosa devi e non devi provare?

Ricordo numero 6 - novembre 1983 - 2 anni prima

C’è un bimbo che dorme e tre bimbi che giocano in silenzio. C’è un’aria di festa ed una atmosfera serena. Ci sono i sorrisi e c’è l’attesa di papà che torna a casa, della torta che cucina mamma, dei cartoni animati alla tv, e del bimbo che tanto poi si sveglia. E le bolle di sapone che se hai fortuna, restano in aria per sempre, colorate.

Ricordo numero 7 - novembre 1978 - 5 anni prima

La sedia che costruì mamma, e le lenzuola pulite. Le foto con mia cugina e le tazzine trasparenti. I calzettoni, e la tv nuova. La tv nuova con il pulsante grosso.

Ricordo numero 8 - novembre 1973 - 5 anni prima

Quando tutto inizia forse tutto ha già una sua fine.

Oggi 5-5-2 (il numero del post)

4×4

4 aprile 2007

Oggi è il 4-4,
sono al post 0404,
è il mio compleanno
pensate sia una coincidenza?

L’uomo ideale

7 settembre 2006

Facciamo un po’ di calcoli, abbiate pazienza.

Dunque in Italia siamo 57 milioni + o -. Di questi, diciamo volendo esagerare 28 milioni sono uomini.
Ora però ci sono i bimbi, gli anziani, i neonati, i vecchi…diciamo che gli uomini dai 30 ai 45 (+ o -), saranno all’incirca quanti? 8 milioni? direi che sono pure ottimista con 8 milioni. Assai. Adesso però c’è da vedere quanti sono i gay, e siccome sono assai ottimista e voglio strafare, io dico che 1 maschio su 10 è gay. Ripeto voglio strafare. Ma anche così scendiamo a 800mila.

Se però vogliamo scovare dove abitano questi 800mila, a occhio e croce direi proprio che sono sparsi ovunque. Sissignore ci sono città più gaie di altre ma qui stiamo andando ad occhio. E sissignore di certo una storia a km di distanza è bella nei romanzi e nelle vite degli altri, ma nella mia no grazie. Già dato.
Escludiamo con un sospiro l’Italia da Firenze in giù, quella più di là a destra, quella più di là a sinistra e insomma con uno slancio di ottimismo cerchiamo in un raggio di 60(?)km da Parma. Gli 800mila scendono di corsa a 120mila, e sono stato generoso assai.

Ora io non è che sono schizzinoso, ma penso che converrete con me che se tutto va bene anzi benone, ci piace una persona su 10. Proprio perchè non ce la vogliamo tirare passiamo a 12mila. E proprio perchè io davvero non me la voglio tirare, diciamo che a mia volta piaccio a 1 su 10, e si crolla a 1200.
Dimentico che tanta gente ha già una storia. Se cercavo un divertimento da mezz’ora non facevo tanti calcoli, per cui mi sa che bisogna togliere ancora un po’ di gente…diciamo che possiamo scendere a 700.

Veniamo al punto. Ci sono 700 uomini da potenziale scintilla, un evviva, ma poi a letto? Eh già. Le combinazioni, sono 5. Non fatemele descrivere. Uno o fa una cosa o l’altra, o preferisce fare una cosa o l’altra, o preferenze non ne ha. Sono 5. E 700 diviso 5 fa 140, se voglio beccare quello giusto.
Mi sa che si scende a 140, per forza.  Per forza, c’è poco da dire che nella coppia non ci sono ruoli bla bla che il sesso non è importante bla bla. 140.

Beh, togliamone 3, che già li ho incontrati in passato, e arriviamo a 137. Toh, come questo mio post. Pensate sia forse un caso? Ormai mi conoscete un po’. La conclusione di questo scatto di autismo è che

sono l’uomo ideale per 137 uomini ideali

Quasi quasi festeggio.

In fila

20 luglio 2006

In fila ci sono 11 persone. Davanti a me, un uomo con le ascelle sudate. Dopo di me, una vecchietta con i capelli viola. Fa caldo, sbadiglio. La ragazza davanti a tutti va a pagare il suo bollettino, ha i capelli corti e scarpe bianche coi tacchi alti. Avanziamo di un passo, il tipo due posti più avanti le guarda il culo. Tocca alle due amiche dai tratti latinoamericani, hanno lo stesso fermaglio nei capelli, il bimbo della più alta dorme in carrozzino, sfinito dal caldo.

Chiamano il numero 84. Si avvia la signora in sovrappeso. Ha un polpaccio gonfio e una gonna a fiori. Facciamo un passo in avanti, il ragazzo avanti a me non toglie gli occhi dal culo della numero 82. Abbozzo un sorriso, l’uomo sudato lo intercetta e me lo restituisce. Un anziano magro con un pantalone beige mostra il suo 85 all’impiegata, e l’ammirata signorina va via. Sembra che ora il maschione le guardi le unghie dei piedi smaltate di rosso.

La vecchietta coi capelli viola tossisce, poi si siede ai bordi della fila. Tira dalla borsetta in pelle i fazzolettini di carta, si asciuga il sudore. Non ci ho fatto caso, siamo all’87, un ragazzo coi piedi piatti e un vecchio jeans nero si separa da molte banconote colorate. Trionfante, l’impiegata le conta. Il maschione è al telefono, ha una voce piacevole, ma un tono troppo alto. Almeno 30 persone sono costrette a sapere che è il compleanno di un certo Matteo.

Un donna con un cerotto al gomito e la studentessa dall’aria afflitta si avviano in contemporanea. Una donna con un neo sulla fronte chiede alla vecchietta coi capelli viola se a questo sportello si inviino anche i telegrammi. C’è il 90, un anonimo uomo di mezza età. E quasi il turno del maschio italico, ha una cartellina con dei documenti, ne avrà per molto immagino. Preoccupato, il sudatissimo signore che mi precede, gli chiede se deve fare molte operazioni, il tipo si volta e sorridendo lo tranquillizza. Visto di profilo era più carino, ma arriva comunque al 6 e 1/2, di questi tempi anzi 7–.

Si apre un terzo sportello, che fortuna. E’ subito il mio turno, il 93 lo chiama la mia impiegata preferita, quella velocissima. 91 euro di gas, posso andar via. 18 persone sono ancora in fila, non ho resistito e le ho contate.

Bad Behavior has blocked 77 access attempts in the last 7 days.

Chiudi
Invia e-mail
Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok