Posts Tagged ‘povertà’

“sono stata io”

30 giugno 2008

Si era scheggiato un vetro della credenza.

Quella mattina la prese per mano e la portò a vedere. Carina, silenziosa, va bene così. Un passo, un altro ancora e furono a casa, le scale e il quadretto di Santa Lucia. Lenzuola stese ad asciugare, i barattoli di latta che custodivano radici di gerani, l’odore del ragù, San Gerardo, il ritratto del nonno. “Prendi i bicchieri”. La nonna si sciolse la treccia, la luce fu spenta, la porta chiusa a chiave.

Il giorno dopo la prese per mano e la portò dalla signora. Puliva, accudiva, lavava, ubbidiva. La sua stanza era spoglia e piena di muffa, ma la carta da parati aveva tanti fiori e non aveva più i geloni alle mani, per cui dormì quella notte e dormì tante altre notti ancora.

Poi un giorno tornò a casa, un giorno che faceva molto caldo. Nel cortile facevano la lana, le donne cantavano e i vecchi fumavano. Salì le scale lentamente perché non aveva fretta. Santa Lucia ed i gladioli, le lenzuola, i gerani. Mamma disse: “sei tornata”, lei annuì. Tirò fuori un fazzoletto dal seno, poi mostrò le banconote.  Uscì a riempire la caraffa d’acqua fresca, come sempre faceva.

Le donne cantavano una canzone vecchia, le mosche ammorbavano l’aria. Rientrò in casa. “Ho scheggiato io il vetro”, sussurrò, “quello dove sta il servizio buono”. “Ah sei stata tu. Mangia, ora”. “Ma non lo faccio più, non c’è bisogno che mi mandi di nuovo dalla signora”. Mamma non stava neanche a sentire. “Voglio andare a scuola”. Mamma uscì a svuotare il pitale.

Bad Behavior has blocked 57 access attempts in the last 7 days.

Chiudi
Invia e-mail
Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok