Posts Tagged ‘rottura di palle’

il post adatto ad un target di sfigati

24 febbraio 2009

Il box di accettazione è meglio nascosto del bunker dove conservano l’atomica in Iran, tant’è vero che per accedervi devi fare un corridoio largo come l’aereoporto di Capodichino, poi scendere di un piano, aprire una porta senza maniglia e salire di un piano. Quando ti trovi davanti a 10 vecchie con il cappotto del ‘57 sei arrivato. L’impiegata è solerte, ha anche un cactus morto sulla scrivania.

L’infermiera del prelievo è alta un metro e 25. Gran cosa le zeppe. Fosse per lei, ho idea che i prelievi li farebbe con l’idrovora. Mi fa: bevi? io dico no, fumi? io dico no, caffè? io dico no, dice metti il braccio lì, io metto il braccio e manco faccio in tempo a voltare la testa che mi ritrovo un cerotto sulla vena. Mi fa: paga il ticket e torna. Io ubbidisco e penso Gesù meno male che è uno e 25 sennò questa faceva riaprire Dakau.

La macchinetta del ticket è rotta. Non so perché parlo al presente, sarà la cervicale che non so più usare la consecutio temporum. Dicevo, la macchinetta del ticket è rotta, bisogna pagare alla cassa, ma questa parte è brutta da descrivere, al massimo potrei dire che l’impiegato è identico a LordVoldermort, ma non farebbe ridere, così evito e passo direttamente alla sala d’attesa della gastroscopia. Il tempo di sedermi e sento “blaaaaaaarghh, brooooooooat, voooooooooooearhehr, ahhhhhhhhhhhhhherrr” e una cosa così, e la vecchia con la figlia obesa dice “cielo!” e il vecchio col figlio a punta dice “vè che lavoro” e io penso “mò son cazzi”, sicché poi mi chiamano “Lanna?” e io entro.

Il dottore è immobile. L’infermiera è una cosa verde provvista di crocs. Lo studente ha uno sguardo misto tra “perdonami ti prego” e “eheh ecco la mia cavia”. Mi ritrovo la gola gonfia come le labbra di Marina Doria, mi stendono sul lettino con una tecnica che Walker Texas Ranger ora ci fa un episodio e poi il dottore si materializza, caccia una proboscide di 2 metri, nera e dura ed io penso: “dove non ha potuto la seduzione potrà l’esofagite”. Poi la proboscide esplora le mie mucose.

Cose che ho visualizzato durante questo minuto:

  • il mostro di alien che esce dalla pancia di quell’attore;
  • il mostro di alien che fa con la bocca così dopo essere uscito dalla pancia di quell’attore lì;
  • il mostro di alien che guarda le mutandine di Sigourney Weaver, solo che in questo caso guarda i boxer del dottore mentre ripone la proboscide nera;
  • il mostro di alien che mangia lo studente e gli schizzi di sangue finiscono sui miei occhiali.

Devo dire che è stato piacevole il momento in cui ho sputato qualcosa a pH 1 e poi m’è rimasto un retrogusto di banana. Il dottore ha detto: “età?” e io “37 quasi”. L’infermiera ha detto: “fra un’ora l’anestesia si toglie”; lo studente ha detto: “sì, si toglie”; io ho detto: “arrived…buona giornata”.

Poi sono andato a casa e ho fatto questo questo e quest’altro ancora e poi ho pensato che il dottore a modo suo, sul referto, ha scritto che sono bello dentro.

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