Posts Tagged ‘scuola’

La storia del topo nel tunnel

7 luglio 2008

Cominciarono a tirare sassi al topo. Sulla ghiaia, in un piccolo tunnel nei pressi della spiaggia. C’era una nuvola sul sole, i gradini della chiesa pieni di riso. E la gente occupata a parlare, parlare, parlare… il primo sasso ferì il topo, lo ferì.

Il topo tremava. Due ragazzini tiravano sassi, uno guardava. Due tiravano sassi. Tremava, immobile. Forse non poteva muoversi perché ferito, forse non osava muoversi, bloccato dalla paura. Un altro sasso. Il topo tremava, immobile. Perché non scappi? Perché?

L’aria era impregnata dell’odore dei limoni. Le insegnanti sedevano al tavolino, bevevano il caffè.

Prof, quei due stanno tirando sassi a un topo, lo stanno uccidendo”.
“un topo? che schifo! dì loro di non toccarlo e di allontanarsi”
“non lo toccano, lo uccidono. E’ lì sotto, gli tirano i sassi”.
“non si tirano sassi agli animali, lo sai”
non sono io, sono loro. li può fare smettere? il topo ha paura”.
“a quest’ora sarà morto. chiamali, digli di non toccarlo e di giocare altrove”

Le ragazze sedevano sui gradini della chiesa. “sei andato a fare la spia?
“stavano uccidendo un topo quei due…” “che ti frega del topo! spione!”
Restò in silenzio. “spione! spione!

corridoi

11 aprile 2008

Io giuro che alle 13 e 30 ero già lì. Il dipartimento di fisica è una specie di residuato della guerra fredda, ci vedo bene la foto di Breznev appesa all’ingresso e qualche manifesto stinto con scritto “vota PCI“, più il simbolo delle Brigate Rosse. In compenso è pulito tipo ospedale di telefilm e la gente è solo nelle stanze, mentre i corridoi sono vuoti.

Tant’è che mi sembrava di essere in una specie di labirinto 3d, oppure in the Others, perché ogni porta aperta dà in un corridoio con tante porte chiuse. L’ascensore poi si trova nel posto più impensabile della storia di tutti i Campus universitari ed una volta entrato ti vedi già nel trafiletto “resta chiuso 3 giorni in ascensore, si nutre della suola delle scarpe“.

L’altro edificio, quello di Chimica, è zeppo di dispositivi e strani congegni, tutti ugualmenti orribili a vedersi, con pulsanti spessi 3 pollici e più levette di un Concorde. Non ho mai capito perché gli scenziati inventino tantissime cose e non inventano uno strumento che abbia meno di 12mila pulsanti, spioncini e levette.

Il laboratorio di Chimica puzza di farmacia, e quelle piastrelle di marmo bianco fanno tanto piscina comunale. Le ampolle sono belle e ti verrebbe voglia di mettere il dito dentro al liquido più corrosivo, giusto per vedere se è una palla o se veramente ti riduce ai minimi termini. Tutti noi studenti ssis siamo ignoranti di chimica e nel laboratorio a parte dire “vingardium leviosa” non sappiamo proprio cosa fare.

Per fortuna l’hanno piazzato al termine di un corridoio che sembra le esperienze di pre-morte, per cui in caso di scoppio schiattiamo solo noi.

so già come andrà a finire

10 marzo 2008

Dopo 35 esami per 7 voti sul libretto, prenderò l’abilitazione per la disoccupazione eterna. Il giorno dopo (vabbè 2 giorni dopo), il governo con la g più minuscola mai inventata dai tipografi lancerà un concorso a cattedre che di fatto renderà la mia ssis vana come un Air Fresh in una torrefazione.

Studiando per la 20estate di fila, mi ritroverò ad aver passato sui libri di testo più tempo di Sant’Agostino e di Giacomo Leopardi messi insieme, con la differenza che al massimo io posso aspirare alle selezioni di un giochino di Gerry Scotti. Trepidante per l’attesa dell’esito del concorso che dovrebbe cambiarmi la vita, scoccheranno i 40 anni ed avrò la faccia come le modelle di Burda Taglie Forti, soltanto senza cremina antirughe.

Ovviamente qualcuno dirà che non dovrò lamentarmi perchè i soldi non sono tutto. Poi io tornerò a chiedere i soldi a mammina, e quel qualcuno si comprerà il terzo appartamento. Alla soglia dei 45 riceverò un incarico in una scuola sgarrupata come gli ascolti di XFactor, dove pieno di voglia di fare trascinerò le mie stanche membra come se affette da gotta, sorridendo a colleghi di 20 anni più giovani e di 40 più vecchi, incatenati alla loro cattedra come una mamma coraggio.

Probabile che mi capiterà il preside più arretrato presente sul libro paga della PubblicaIstruzione. Andrò di ruolo all’incirca all’epoca in cui sull’autobus si alzeranno per lasciarmi il posto a sedere, quando cioè per l’opinione pubblica gli insegnanti avranno lo stesso valore di una scorreggia di vacca. Col primo stipendio potrò mettere da parte i soldi per comprarmi i farmaci per la demenza senile, che ovviamente mi assalira all’incirca all’epoca del secondo stipendio.

lei è un gallo

6 novembre 2007

Prof lei è un gallo!

La mia disoccupataggine oggi mi ha portato a scuola. Volevo rivedere i miei alunni e salutare la prof che ho sostituito. E così invece di una ne ho viste 3, di classi. Beh sono cresciuti un sacco! Certo non è come averli avuti 5 anni, però uno si affeziona molto non c’è niente da fareeeeeeeeee….

Datemi una classe, orsù.

Comunque uno mi ha visto e ha detto “prof, lei sì che è un gallo!”. Allora io voglio supporre che si tratti di un complimento. Ditemi che è un complimento, illuminatemi sul gergo che a me ahimè sfugge. E comunque complimento o no, ci ho fatto 4 chiacchiere, ho chiesto come andava…le solite cosine.

Orsù, una classe! Telegrammatemi, o scuole.

Le ragazze sono più schive, i maschi più espansivi. Però guai se non ti ricordi i loro nomi!!! Ti stra-dai-la-zappa-sui-piedi. Così uno saluta un Matteo, che tanto c’è un Matteo in ogni classe. Mi hanno chiesto se tornavo anche quest’anno… sì lo so lo so sono come i vecchi che ripetono sempre le stesse storie 100 volte, “quand’io ero in guerra…” “quand’ero giovane io…” beh che ci posso fare? Guardate che è una gratificazione grossa quella di vedere gli studenti che ti vengono ad abbracciare!

Boh, oggi son contento. E domani poi si vede.

500post: c’è da festeggiare

13 ottobre 2007

Wow 500 post. C’è da festeggiare!
Che poi ho visto in giro altri blog che hanno adottato il mio sistema di numerazione (basta fare un po’ di ricerche che ci vuole), e quando uno viene copiato è comunque una lusinga!

Ma veniamo a noi e alle cose serie: ho sostenuto l’orale -evviva- in una giornatina niente male…la mattina dall’ansia avevo mal di pancia forti, d’altronde erano 7 anni che non facevo un esame, e col tempo anche se acquisti sicurezza, aumenta pure la consapevolezza di non poterti più permettere errori, perchè poi le chances non si ripresentano.

ovviamente non sono riuscito a fare granchè, e mi sono proiettato girando in tondo per la casa al momento del treno, verso le 1230. che poi ho messo la camicia beige.

l’aula degli orali era nascosta alla fine di un labirinto soviet con la puzza di ospedale, dove di tanto in tanto avanzavano tra i voltmetri esangui ricercatori dai camici svolazzanti. i 27 dell’elenco si sono appollaiati sulle 4-5 sedie scambiandosi fette d’agitazione. io ho chiacchierato un po’ qua e un po’ là, e come mio solito ho sdrammatizzato.

poi è arrivato il mio momento, in commissione c’era una giovanissima chimica, un austero biologo ed una sanguigna geologa. La geologa ha esordito con una domanda articolata che vi confesso non ho capito neanche adesso, però devo aver blaterato qualcosa che si avvicinava alla risposta, per cui tra mille ramanzine ho almeno rotto il ghiaccio.

la chimica ha sparato una domandona trabocchetto di quelle coi pali acuminati, però hurrah la sapevo, ed infatti si è ritenuta soddisfatta abbastanza velocemente. il faccia a faccia col biologo ha avuto risvolti tragicomici. il mio modo di fare ha un suo appeal non su tutti, e c’è chi aborrisce a vedere uno che si prende in giro da solo mentre è alle prese con un siffatto colloquio. diciamo che alle domande ho risposto a sufficienza da garantirmi una certa sicurezza.

ora l’esito si saprà più avanti. dato che le prove erano a porte chiuse potrebbero mettere i voti perfettamente a casaccio e nessuno potrebbe dimostrare proprio un bel niente. perciò dovessi vedere un 18/30 dovrei star zitto almeno quanto alla visione di un 30/30 o quant’altro. evitando qualsiasi supposizione al riguardo, mi limito a questo punto ad aspettare, ed a fine mese ne saprò di più!

10 minuti a testa

10 ottobre 2007

Lo scritto lho passato. In base ai titoli di studio partivo 26esimo su 166 (ecco a che serve la lode), poi c’è stato la prima prova quella generale alla Jerry Scotti. Domande facili facili al punto che alla fine ho detto a me stesso che se ne avessi sbagliate 2 mi sarei dovuto nascondere per secoli. Ecco, appunto ne ho sbagliate 4, e ora mi tocca girare in passamontagna fino al 2020.

Non ho neanche idea di quali risposte ho cannato, ma saranno state così stupide che ora mi prendo a schiaffi da solo. Ma stupide parecchio. Infatti, dopo il primo compito sono precipitato ad un tremebondo 34esimo posto. Ovviamente al momento di dedicarmi al secondo scritto non ne avevo idea.

Il secondo scritto invece è andato alla grande, perchè sono arrivato quarto. Ho commesso 5 errori tutti sgamati dopo un giorno (tutti che riguardavano malattie - gulp! ma che due palle hanno infarcito il test di TBC, talassemia, AIDS ecc, ci mancava solo la lebbra ) ma questo exploit mi ha consentito uno sprint finale e mi sono piazzato 14esimo in graduatoria. Poichè i posti a disposizione sono 30, a meno di una prova orale da record mondiale della scena muta dovrei proprio farcela.

Certo mi rode aver sbagliato quelle 9 x, anche perchè dopo aver studiato per mesi avrei potuto racimolare un paio di punti in più, tuttavia ormai è fatta. L’orale è venerdì prossimo. Dunque per rendere l’idea l’order of play prevede 27 giocatori, ed il programma inizia alle 930, per finire alle 1430, quando ci sono altri 27 in lizza d’attesa. Adesso io penso che mai e poi mai i docenti sono arrivati puntuali, e che la pausa pranzo è sacrosanta, perciò restano 4 ore da spartire in 27, una specie di 10minuti a testa per stabilire chi passa chi no.

Mi pare sconvolgente, e sospetto parecchio che ci saranno più commissioni. Ma se così è, molto va -scusate- a culo, perchè ci sarebbe disparità di giudizio tra una eventuale docile prof ed una eventuale megera prof (son tutte femmine le biologhe).  Tanto lo saprò lo stesso dopodomani ed ho ancora due giorni di tempo per scegliere quale camicia mettere. Cos’altro conta?

nascosto

4 luglio 2007

Pensai che forse non mi avrebbe notato nessuno. Così andai a prua, dove il vento era insolente e violento, ma non trovai un posto dove nascondermi. C’erano ragazzi che si baciavano al buio, coppie usa e getta che lasciavano al mare la testimonianza della loro consumabile passione. Tornai sul ponte.

Il gruppo di ragazzi fumava qualche sigaro. Si sentivano adulti, ma a me sembrano dei gran fessi. Eppure, li temevo. Li odiavo, ma non potevo fare a meno di cercare la loro approvazione perché nella solitudine non c’è mai vittoria. Pensai che forse non mi avrebbero notato se fossi stato in silenzio lì, a guardarli fumare, ma che forse si sarebbero ricordati che c’ero stato anche io.

Appena parlarono di farsi una puttana tornai in cabina. L’aria era calda ed il rollio mi dava la nausea. Pensai che forse nessuno mi avrebbe notato se avessi passato la notte a dormire, eppure non potevo, perché l’indomani tutti mi avrebbero considerato debole. Un uomo in pigiama mi spintonò. Entrai in cabina e vidi un mio amico che pisciava nel lavandino, ubriaco.

Salii al ristorante. Accanto all’ascensore c’era un piccolo divano, una pianta. La gente era troppa. Fuori, il vento si era fatto intenso e il mare mi faceva paura. Non sapevo da che parte andare. Continuai a camminare senza motivo. In questo modo avrebbero pensato che io sapessi dove stessi andando e mi avrebbero lasciato in pace. Per cui camminai fino all’alba, finchè non mi accorsi che nessuno mi stava più osservando, ma a quel punto non era più buio.

mia figlia è un genio

26 giugno 2007

Il tema di oggi è: i genitori non si rendono conto.

Dunque faccio la fila in segreteria per ritirare alcuni moduli - “firmare qui” - avete presente, e prima di me c’è un genitore abbronzato e coi polpacci nodosi.
Il genitore vuole iscrivere la figlia col nome esotico alla prima classe del Liceo Socio Pedagogico. Però prima giustamente si informa sulle materie e dice:

“scusi ma c’è latino? no perchè mia figlia è stata bocciata allo scientifico proprio per via del latino sa… è stato un dramma!”

Allora l’impiegato dice che no non c’è latino e che una bocciatura capita, non c’è problema.

“ah meno male…ma c’è per caso il francese? no perchè mia figlia ha perso un anno anche al linguistico proprio perchè il francese proprio era difficile!”

L’impiegato non crede alle sue orecchie, solo che lui non può ridere invece io sì, di nascosto dietro ai fazzolettini di carta.

“sa perchè mia figlia è studiosa, solo che è sfortunata: non becca mai la scuola giusta!”

Io non saprei cosa suggerire.

Dimmi pure, che destino avrò

14 aprile 2007

L’odore di detersivo e le piastrelle lucide. Qualcuno rovescia l’acqua sporca da un secchio rosso.
Fiori appassiti in un vaso verde, le foglie si afflosciano nella penombra della stanza. Su una panchina scheggiata una coppia si scambia umidi baci. Un’anatra nuota contro corrente, il fiume limpido di pioggia fresca.

Il ragazzo in bici pedala a fatica, un uomo in gessato grigio lo supera sulla sinistra. All’incrocio, la mamma saluta il figlio che scende dall’auto. La fotocopiatrice sibila senza sosta risuonando nella sala. C’è odore di caffè e di mattina.

La vecchia cade, la ragazza ride, l’altra donna l’aiuta a rialzarsi. Piange dall’imbarazzo più che dal dolore, si mette in cammino claudicante verso il prossimo passo falso che chissà quand’è. E chissà cosa mangerà a pranzo e con chi. E dove. E se avrà ancora dolore e se piangerà. E se ha qualcuno con cui sfogarsi. Ce l’ha?

Brivido, poi suona la campanella della prima ora.

il primo bacio

19 febbraio 2007

Oggi, 20 anni fa: il primo bacio

Chi se lo scorda. C’era una festa di compleanno, di quelle in cui i maschi fanno gli stupidi pensando di far colpo sulle ragazze, che invece li considerano ridicoli e pensano ai fusti di 3-4 anni più grandi. Una festa di quelle in cui c’erano i 45giri “lenti”, da ballare stretti finchè non schiacci le tette di lei, mentre 2 cretini sghignazzano mangiando qualcosa di troppo unto.

Il mio gruppetto era composto da 4 ragazzi. C’era il capo-bullo, orrendo ma intraprendente; il suo anonimo e loffio braccio destro; l’outsider idiota a scuola e muscoloso fuori, e poi c’ero io, quello timido e studioso. Quello che te lo porti dietro così domani ti fa copiare il compito. Il capobullo adocchia la più bonazza delle prede femminine, una ragazza bionda con un sorriso sexy e la quinta di reggiseno, che aveva ispirato gare di seghe nei cessi ai miei baldi 3 colleghi d’adolescenza.

Prassi voleva che toccasse al capobullo l’onore del primo ballo lento. Egli le si avvicinò, noi 3 osservavamo silenti l’evento. Baldanzoso, la invitò al ballo-amplesso, la superfemmina rispose “no“, e lì scattò il mio destino. Il braccio destro ci provò a sua volta: “no“. L’outsider sfotteva feroce, sicuro che i suoi bicipiti avrebbero fatto la differenza, promuovendolo a nuovo capobranco, ma il monosillabo fu ugualmente “no“.

Manco morto l’avrei invitata, eppure i 3 umiliati mi costrinsero a passare sotto le stesse forche caudine. La sventurata rispose “sì”, e fui gay per sempre. Luci abbassate, le sue labbra vicine, qualcosa premeva sul mio petto indifferente. Gli altri seguivano i nostri movimenti nel salotto del compleanno. I 3 sconfitti sedevano in amare poltrone, la superfemmina mi sussurrava all’orecchio, mentre io celebravo la morte della mia fanciullezza.

Sapevo che doveva succedere qualcosa. Cosa, non sapevo. Ci fu un bacio, morbido e lento, calmo e feroce. Lei sorrise, mi teneva la mano. Mi disse il suo nome, mi disse cosa provava, mi disse cosa sperava. Mi era del tutto indifferente, così capii, ed ebbi paura.

Bad Behavior has blocked 197 access attempts in the last 7 days.

Chiudi
Invia e-mail
Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok