il post medievale
2 Marzo 2009Leggesi, e molti venerabili autori lo scrivono1, che fu un gentiluomo lombardo2, avvenente e di bello aspetto e santo uomo e privo d’ogne malizia, il quale, così come a Dio piacque, trovavasi a condurre vita appartata senza niuna offesa et infamia, avvegna che egli molta gente vedendolo, confortandolo per la sua povertate diceano: “E’ d’uopo che tu debba istare in cotal disusata condizione, quale in essa ti trovi3“.
Et egli, avendo superchie tribolazioni già veduto, dolevasi alquanto, e cresceva eziando l’infermitate sua, ch’ei l’umore sanguigno et il temperamento flemmatico4, sì come è scritto, mal susteneva.
Accadde che, avendo egli in su l’ora del desinare trovato una locanda, netta e calda assai, a Dio piacendo mangiò un pane e bevve una caraffa d’acqua, giacché vino ei non poteva5. Levossi allora una tal fiamma ardente dal camino, che niuno ardiva di spegner lo foco, e perseverando l’inusitato bagliore tosto il fummo riempì l’aere e tra gravi tormenti molta buona gente trovò la misericordia nel purgatorio6.
Veggendo il santo uomo, che di legnaggio era nobile assai, ch’ei era rimaso senza ferita alcuna, rallegrossi alquanto e sì ben dispuosesi l’animo, che un angiol dorato dal cielo dolcemente discese7. Le parole falliscono nel descrivere la beltade di quel dolcissimo figliuolo di Iddio, non vi incresca, dilettissimi miei, ma sappiate che il santo uomo si gettò a terra e giunte le mani, non resse il bagliore e cominciò a lagrimare e pregare misericordia. L’angiolo disse: “Hai tu veduto…8“
