Posts Tagged ‘spettacolo’

Tutti fan di chi è morto ieri

27 giugno 2008

Veramente io in vita mia non ho mai saputo che esistessero fan club di doppiatori, o che si potesse essere così affezionati ad una persona (di cui si conosceva praticamente solo la voce) al punto da sentirne la mancanza e tesserne le lodi dopo la morte. Certo, ci fu Ferruccio Amendola che era la voce di Al Pacino e di Stallone e di De Niro, ma lui era anche attore ed una presenza familiare anche per via della pubblicità del Vernel.

Adesso che è morto il doppiatore di Ridge e di tanti documentari di SuperQuark & Angela’s (Capone, si chiamava) ho letto di lui su un sacco di blog. Io personalmente trovavo la voce italiana di Ridge veramente odiosa ma il punto però non è tanto questo, quanto il fatto che -ammettiamolo- nessuno se l’era mai filato quest’uomo finché non è morto.

Io proprio non sopporto il fatto che non appena uno muore diventa “un grande“, il “migliore“, che “ci mancherai” o peggio ancora “grazie per quello che hai fatto” e “non ti dimenticheremo mai“. Brr che bugiardi. Ma perché se uno lo considerate un grande non glielo dite prima che schiatti? E poi, chi la dovrebbe bere la storiella del “non ti dimenticheremo mai?“.

E’ sufficiente che una persona dello spettacolo muoia prima della pensione per diventare un idolo? State ancora tutti a strapparvi i capelli per Heath Ledger o già vi siete scordati che film ha girato? Dite la verità. Questo buonismo post mortem mi irrita come i sottaceti nell’insalata di riso. Adesso ci sono un sacco di anziani attori italiani che stanno a casa a fare la calza (ammesso che la calza non la faccia la loro badante) e chi è che li ricorda? Nessuno, tanto anche Paolo Limiti non è più di moda, poi però appena il tg diffonde la notizia della morte tutti si rivelano i più grandi fan e vanno a fare l’applauso al corteo funebre. I più fortunati (che poi sono sempre gli stessi da 10 anni e cioè Mondaini e Vianello) ricevono la standing ovation alla notte dei telegatti, che però è come scattare alla nonna la foto da piazzare sulla lapide: mica è scema, se ne accorge.

Io non dico che bisogna sputare veleno su chi è morto perché per carità non fa mai piacere, però le ipocrisie no grazie. Va bene ricordare la persona, ci mancherebbe, ma -pietà- evitando di dire cose che suonano inutili e fastidiose,  come quando le vicine del serialkiller di turno in Studio Aperto dichiarano: “era una brava persona, tranquilla, una persona normale“.

miss italia

11 settembre 2006

Nel concorso in cui una vince e piange, e tante perdono e festeggiano, l’ipocrisia e la retorica trionfano incontrastate.

“è stata un’esperienza indimenticabile” -salvo poi negare di aver partecipato dopo alcuni anni;

“ho trovato tante amiche e sono tutte bellissime” -che se fossero più brutte non sarebbe però tanto male

“alla fine non conta la bellezza, conta come sei dentro” - e allora che diano la fascia di Miss Radiografia.

Ma soprattutto, la più ipocrita, falsa, odiosa, insopportabile, stantia dichiarazione da parte di tante miss è la gettonatissima

“l’uomo ideale deve sapere farmi ridere”

Ah sì? Allora sposati il Gabibbo.

Bad Behavior has blocked 57 access attempts in the last 7 days.

Chiudi
Invia e-mail
Usiamo i cookie per assicurarti la migliore esperienza di navigazione nel nostro sito web.
Ok