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il post in cui lo spioncino è meglio di youtube

3 novembre 2008

Io abito nel centro di Parma questo lo sapete già perché lo dico sempre, però in un centro che più che centro è la zona del centro in cui si concentrano i trans le prostitute gli extracomunitari, i meridionali e ogni cosa che uno dice che è razzista ma solo se non ci abiti. Non è un quartiere brutto anzi per carità sapete come funziona qui in provincia: all’apparenza uno deve pensare “carino questo posto“, ma la sera se vai a buttare la spazzatura sotto casa ti adescano 5 sudamericane come minimo e si offendono pure quando vedono che non guardi le loro tette.

Vabbè veniamo a noi, c’è la mia nuova vicina che è quella che cucina polpettone di cadavere e zuppa di garum marcio per cui la puzza si spande fino al lobo frontale. E’ tanto carina e tranquilla ed è pure molto discreta, tant’è vero che a me non me ne frega niente di chi si porta in casa, visto che se non altro è silenziosa. Però ieri sera.

Ieri, io sapete ho il pc quasi azzeccato alla porta di casa, inevitabile visto che casa mia è un rettangolo, ebbene sento sul pianerottolo una voce cavernosa che sussurra, ma pure se sussurra io la sento bene, anche perché in casa mia c’è sempre silenzio e quindi. La voce cavernosa diceva “mi vuoi nudo?” così io ho pensato qui sono 2 le cose o io sto messo peggio di quel che sembra o questi stanno giocando a qualche giochino.

Così mi sono avvicinato allo spioncino e mi sono messo a spiare. LO SO LO SO sono un essere pettegolo curioso spregevole e infame ma chi se ne frega, che cazzo ho da fare sennò, ebbene c’era una montagna umana, uno vi giuro 2 metri che parlava sottovoce al cell accucciato come una preadolescente che si confida con l’amichetta. Quando la luce sulle scale si è spenta l’omone ha detto “spetta che scendo un piano poi risalgo da te, apri la porta“, così ho percepito la montagna scendere (era buio) e poi si è acceso uno spiraglio da destra (la vicina ha aperto la porta).

Che vedono i miei occhi: l’omone si era tolto i pantaloni e li teneva buttati su una spalla, la camicia celeste gli copriva le pudenda e i prosciutti pelosi erano illuminati dalla flebile luce in fondo al pianerottolo. Questo è quanto avviene: l’omone si cala i boxer ma la camicia m’impedisce di valutare l’entità dei danni alla morale cattolica, sarei tentato di aprire la porta webcam alla mano e gridare “i-ta-lia-1!”, invece no, l’omone avanza verso il corridoio sexy come un cestino del bucato e la scena prosegue un muro più in là, in perfetto silenzio.

La mia vicina è un mito ed ho bisogno di chiederle alcuni consigli.

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