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il post della ragazza incastrata nel 7

4 febbraio 2009

Giunti al Policlinico, l’autobus si è svuotato.

Siamo rimasti noi 4 sfigati sissini, una vecchia che sgranocchiava i cantuccini, il sosia dell’Indiano Joe e il conducente (tra l’altro quest’ultimo uguale a quello dei Red Hot Chili Peppers). La sosta è stata più lunga del solito perché doveva scendere un signore che andava così lento che se guardate bene è ancora lì che attraversa la strada. Uno di quelli che parla sempre del governo.

Poi l’autobus si è rimesso in moto ma abbiamo sentito un ragazzo che urlava “ferma! ferma!” e poi “Sboing! Sboing! Sqlang! Sqlang!” [che rumore fa la mano sui vetri dell'autobus? cercasi onomatopea]. Così noi 4 abbiamo interrotto le nostre chiacchiere sulla sfigatezza del precariato e ci siamo voltati verso il “ferma! ferma!” anzi era piuttosto un “FERMA! FERMA!”, l’autobus era in curva e si è fermato, ma non capivamo perché, e manco il conducente, che infatti ha ingranato e proseguito per altri 10 metri.

A questo punto abbiamo sentito un “COGLIONE! FERMA!!!” e persino la vecchia ha riposto il cantuccino, per dire. L’Indiano Joe si è accorto di qualcosa ed ha esclamato: “c’è una ragazza incastrata nella porta!”.

Allora 4+2+1 paia di occhi si sono voltati verso la porta in fondo all’autobus per vedere il fotogramma più grottesco del 2009 senza dubbio alcuno: una bottiglia di acqua lilia sorretta da una mano con le unghie smaltate color mogano incastrata nel mezzo della porta. Fuori dalla porta, la proprietaria dell’acqua: una ragazza dai capelli crespi intenta a ridere istericamente.

L’autista è andato alla porta e - qui scatta la fase sorprendente - ha aperto un pochino  pochino, giusto per ricacciare la mano fuori (+ acqua lilia); poi ha gridato “sei una cretina, deficiente!” ed è tornato alla guida. Noi guardavamo con la faccia così.

La ragazza invece se la rideva come se fosse una cosa buffa, infatti mentre il sette proseguiva la sua corsa noi ci siamo guardati indietro per vedere che succedeva e niente, c’era lei che si beveva la sua acqua lilia come se niente fosse. Tutti abbiamo pensato che il RedHotChiliPepper fosse un razzista solo perché la ragazza incastrata aveva lo smalto color mogano, così l’Indiano Joe ha chiesto: “perché non l’ha fatta salire? poteva farsi male e l’ha pure sgridata?” e lui ha risposto “ha infilato la mano a porta già chiusa, pensava di aprirla lo stesso, c’ha provato”.

Poi siamo arrivati al campus, e pioveva.

corridoi

11 aprile 2008

Io giuro che alle 13 e 30 ero già lì. Il dipartimento di fisica è una specie di residuato della guerra fredda, ci vedo bene la foto di Breznev appesa all’ingresso e qualche manifesto stinto con scritto “vota PCI“, più il simbolo delle Brigate Rosse. In compenso è pulito tipo ospedale di telefilm e la gente è solo nelle stanze, mentre i corridoi sono vuoti.

Tant’è che mi sembrava di essere in una specie di labirinto 3d, oppure in the Others, perché ogni porta aperta dà in un corridoio con tante porte chiuse. L’ascensore poi si trova nel posto più impensabile della storia di tutti i Campus universitari ed una volta entrato ti vedi già nel trafiletto “resta chiuso 3 giorni in ascensore, si nutre della suola delle scarpe“.

L’altro edificio, quello di Chimica, è zeppo di dispositivi e strani congegni, tutti ugualmenti orribili a vedersi, con pulsanti spessi 3 pollici e più levette di un Concorde. Non ho mai capito perché gli scenziati inventino tantissime cose e non inventano uno strumento che abbia meno di 12mila pulsanti, spioncini e levette.

Il laboratorio di Chimica puzza di farmacia, e quelle piastrelle di marmo bianco fanno tanto piscina comunale. Le ampolle sono belle e ti verrebbe voglia di mettere il dito dentro al liquido più corrosivo, giusto per vedere se è una palla o se veramente ti riduce ai minimi termini. Tutti noi studenti ssis siamo ignoranti di chimica e nel laboratorio a parte dire “vingardium leviosa” non sappiamo proprio cosa fare.

Per fortuna l’hanno piazzato al termine di un corridoio che sembra le esperienze di pre-morte, per cui in caso di scoppio schiattiamo solo noi.

so già come andrà a finire

10 marzo 2008

Dopo 35 esami per 7 voti sul libretto, prenderò l’abilitazione per la disoccupazione eterna. Il giorno dopo (vabbè 2 giorni dopo), il governo con la g più minuscola mai inventata dai tipografi lancerà un concorso a cattedre che di fatto renderà la mia ssis vana come un Air Fresh in una torrefazione.

Studiando per la 20estate di fila, mi ritroverò ad aver passato sui libri di testo più tempo di Sant’Agostino e di Giacomo Leopardi messi insieme, con la differenza che al massimo io posso aspirare alle selezioni di un giochino di Gerry Scotti. Trepidante per l’attesa dell’esito del concorso che dovrebbe cambiarmi la vita, scoccheranno i 40 anni ed avrò la faccia come le modelle di Burda Taglie Forti, soltanto senza cremina antirughe.

Ovviamente qualcuno dirà che non dovrò lamentarmi perchè i soldi non sono tutto. Poi io tornerò a chiedere i soldi a mammina, e quel qualcuno si comprerà il terzo appartamento. Alla soglia dei 45 riceverò un incarico in una scuola sgarrupata come gli ascolti di XFactor, dove pieno di voglia di fare trascinerò le mie stanche membra come se affette da gotta, sorridendo a colleghi di 20 anni più giovani e di 40 più vecchi, incatenati alla loro cattedra come una mamma coraggio.

Probabile che mi capiterà il preside più arretrato presente sul libro paga della PubblicaIstruzione. Andrò di ruolo all’incirca all’epoca in cui sull’autobus si alzeranno per lasciarmi il posto a sedere, quando cioè per l’opinione pubblica gli insegnanti avranno lo stesso valore di una scorreggia di vacca. Col primo stipendio potrò mettere da parte i soldi per comprarmi i farmaci per la demenza senile, che ovviamente mi assalira all’incirca all’epoca del secondo stipendio.

Viaggia da solo

21 dicembre 2007

bus vuoto

A Natale si fanno gli auguri. Lo fanno tutti ma non si capisce bene cosa ci si augura. Dopotutto la formula è “buon natale” che non è molto diversa da “buon giorno”, basta che il giorno abbia un nome.

Però buongiorno è buongiorno e buonnatale è rosso, è le palline, la famiglia a tavola, i regali, siamo più buoni, è così e basta, la messa a mezzanotte, 300sms, stacchi la spina, il dolce nel forno, i propositi, i ricordi, l’atmosfera, l’illusione.

A Natale si fanno gli auguri a tutti. Anche a chi non conosci e a gente che manco sai chi è e perchè. E poichè tutti lo fanno, è cosa da farsi. E’ risaputo. Così succede che la lezione finisce, e che (quasi) tutti si attardino. “Auguri!”…”scusa come ti chiami? ah sì, tantissimi auguri!”. A me neanche è venuto in mente, a dire il vero. Me ne sono andato a prendere l’autobus come al solito. Ma ero l’unico alla fermata, perchè gli altri erano ancora intenti a farsi gli auguri. E ho viaggiato da solo, come spesso mi accade.

500post: c’è da festeggiare

13 ottobre 2007

Wow 500 post. C’è da festeggiare!
Che poi ho visto in giro altri blog che hanno adottato il mio sistema di numerazione (basta fare un po’ di ricerche che ci vuole), e quando uno viene copiato è comunque una lusinga!

Ma veniamo a noi e alle cose serie: ho sostenuto l’orale -evviva- in una giornatina niente male…la mattina dall’ansia avevo mal di pancia forti, d’altronde erano 7 anni che non facevo un esame, e col tempo anche se acquisti sicurezza, aumenta pure la consapevolezza di non poterti più permettere errori, perchè poi le chances non si ripresentano.

ovviamente non sono riuscito a fare granchè, e mi sono proiettato girando in tondo per la casa al momento del treno, verso le 1230. che poi ho messo la camicia beige.

l’aula degli orali era nascosta alla fine di un labirinto soviet con la puzza di ospedale, dove di tanto in tanto avanzavano tra i voltmetri esangui ricercatori dai camici svolazzanti. i 27 dell’elenco si sono appollaiati sulle 4-5 sedie scambiandosi fette d’agitazione. io ho chiacchierato un po’ qua e un po’ là, e come mio solito ho sdrammatizzato.

poi è arrivato il mio momento, in commissione c’era una giovanissima chimica, un austero biologo ed una sanguigna geologa. La geologa ha esordito con una domanda articolata che vi confesso non ho capito neanche adesso, però devo aver blaterato qualcosa che si avvicinava alla risposta, per cui tra mille ramanzine ho almeno rotto il ghiaccio.

la chimica ha sparato una domandona trabocchetto di quelle coi pali acuminati, però hurrah la sapevo, ed infatti si è ritenuta soddisfatta abbastanza velocemente. il faccia a faccia col biologo ha avuto risvolti tragicomici. il mio modo di fare ha un suo appeal non su tutti, e c’è chi aborrisce a vedere uno che si prende in giro da solo mentre è alle prese con un siffatto colloquio. diciamo che alle domande ho risposto a sufficienza da garantirmi una certa sicurezza.

ora l’esito si saprà più avanti. dato che le prove erano a porte chiuse potrebbero mettere i voti perfettamente a casaccio e nessuno potrebbe dimostrare proprio un bel niente. perciò dovessi vedere un 18/30 dovrei star zitto almeno quanto alla visione di un 30/30 o quant’altro. evitando qualsiasi supposizione al riguardo, mi limito a questo punto ad aspettare, ed a fine mese ne saprò di più!

10 minuti a testa

10 ottobre 2007

Lo scritto lho passato. In base ai titoli di studio partivo 26esimo su 166 (ecco a che serve la lode), poi c’è stato la prima prova quella generale alla Jerry Scotti. Domande facili facili al punto che alla fine ho detto a me stesso che se ne avessi sbagliate 2 mi sarei dovuto nascondere per secoli. Ecco, appunto ne ho sbagliate 4, e ora mi tocca girare in passamontagna fino al 2020.

Non ho neanche idea di quali risposte ho cannato, ma saranno state così stupide che ora mi prendo a schiaffi da solo. Ma stupide parecchio. Infatti, dopo il primo compito sono precipitato ad un tremebondo 34esimo posto. Ovviamente al momento di dedicarmi al secondo scritto non ne avevo idea.

Il secondo scritto invece è andato alla grande, perchè sono arrivato quarto. Ho commesso 5 errori tutti sgamati dopo un giorno (tutti che riguardavano malattie - gulp! ma che due palle hanno infarcito il test di TBC, talassemia, AIDS ecc, ci mancava solo la lebbra ) ma questo exploit mi ha consentito uno sprint finale e mi sono piazzato 14esimo in graduatoria. Poichè i posti a disposizione sono 30, a meno di una prova orale da record mondiale della scena muta dovrei proprio farcela.

Certo mi rode aver sbagliato quelle 9 x, anche perchè dopo aver studiato per mesi avrei potuto racimolare un paio di punti in più, tuttavia ormai è fatta. L’orale è venerdì prossimo. Dunque per rendere l’idea l’order of play prevede 27 giocatori, ed il programma inizia alle 930, per finire alle 1430, quando ci sono altri 27 in lizza d’attesa. Adesso io penso che mai e poi mai i docenti sono arrivati puntuali, e che la pausa pranzo è sacrosanta, perciò restano 4 ore da spartire in 27, una specie di 10minuti a testa per stabilire chi passa chi no.

Mi pare sconvolgente, e sospetto parecchio che ci saranno più commissioni. Ma se così è, molto va -scusate- a culo, perchè ci sarebbe disparità di giudizio tra una eventuale docile prof ed una eventuale megera prof (son tutte femmine le biologhe).  Tanto lo saprò lo stesso dopodomani ed ho ancora due giorni di tempo per scegliere quale camicia mettere. Cos’altro conta?

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