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il post in cui piove sulla pioggia che piove per terra

29 aprile 2009

Le cose stanno così, l’acqua evapora, sale, condensa, piove e poi scorre poi va al mare poi evapora e così via. Le cose stanno così.

Così piove sui marciapiedi e le lastre di micascisto luccicano, i rivoletti si raccolgono nelle fenditure e nelle piccole depressioni nell’asfalto ai bordi delle strade, tu cammini guardando per terra. L’ombrello, la busta della spesa. Le scarpe si bagnano, i jeans si bagnano, gli occhiali si bagnano.

Passa la nonna con la nipote, due sotto l’ombrello giallo canarino, la bimba col ciuccio la nonna che stringe gli occhi per lo sforzo di tenerla in braccio. Quel ragazzo con il cerotto sulla fronte aspetta che spiova, è lì che guarda la vetrina di una farmacia ed ha una giacca marrone con la manica un po’ scucita.

Così piove sul portone della chiesa e cadono fiotti di acquasanta dalla grondaia lassù in alto, se vuoi entrare devi attraversarli e se non vuoi entrare devi scansarli. Tu cammini guardando il cielo, nembi scuri che rincorrono nuvole solitarie su uno sfondo turchino. L’aria è libera dalla polvere.

La pizzaiola è poggiata al bancone ed il bancone è vuoto. C’è una teglia in vetrina. Un ragazzo entra dal tabaccaio, ha parcheggiato la moto dove capitava, passa il 4, c’è un uomo in piedi e una donna con lo sguardo perso nel vuoto. Alla vetrina la felpa costa 39 e 90.

Le cose stanno così, il tempo va veloce, poi si ferma per un istante solo, poi esplode e poi rallenta. Rallenta, e rallenta fino a quando non ti accorgi che il tempo è scaduto. Dove c’era il sole c’è la pioggia, le gocce ti scorrono addosso e quando cadono a terra qualcuno le calpesta. Puoi aprire la porta, ora.

Stanotte

20 novembre 2007

stanotte1Stanotte ho sognato di nuotare, e mi sono svegliato di buonumore. Ho aperto le finestre per cambiare l’aria, e faceva un freddo da freezer. Il caffè l’ho macchiato con un poco di latte. E’ finito, devo andare a comprarlo. C’è il bucato da stendere ed ho una giornata piena come un saccottino del mulino bianco. A volte, riesco a sentirmi felice come una quaglia che il cacciatore spara a quell’altra.

stanotte2Stanotte ho sognato di volare, e mi sono svegliato tranquillo. Ho aperto le finestre per cambiare l’aria e sono rimasto affacciato finchè non mi è venuta la pelle d’oca. Il caffè era buonissimo. Dopo vado a comprare il latte, e poi c’è da fare la lavatrice. Ho più cose da fare oggi che negli ultimi 10 giorni.
A volte, riesco a sentirmi sereno come un cero acceso davanti alla Madonna.

stanotte4Stanotte ho sognato di guidare, e mi sono svegliato con l’ansia. Faceva un freddo che ho messo la sciarpa prima di aprire le finestre. Il caffè è venuto su in un minuto, neanche il tempo di togliere il bucato dalla lavatrice. Ho una giornata zeppa come i camion di cocomeri. E per di più è finito il latte.
A volte, riesco a sentirmi inquieto come uno sceneggiato Rai degli anni ‘70.

stanotte3Stanotte ho sognato di correre, e mi sono svegliato stanco. Neanche volevo aprire le finestre per cambiare l’aria. Questo freddo di mattina lo odio. Persino il caffè non sapeva di niente. Ci ho messo il latte, ma è finito il tetrapak. Devo stendere quegli asciugamani. Ho una giornata piena come i buchi dell’emmental.
A volte, riesco a sentirmi uno schifezza come quando dici una cosa e poi ti penti.

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